Mario Adinolfi arrestato per truffa: rischia fino a 8 anni, danno da 5 milioni
Il leader del Popolo della Famiglia è ai domiciliari con l'accusa di truffa ed evasione fiscale. La "Scommessa Collettiva" avrebbe causato danni per quasi cinque milioni di euro.

Adinolfi ai domiciliari: la Guardia di Finanza indaga sulla "Scommessa Collettiva"
Mario Adinolfi, giornalista e leader del Popolo della Famiglia, è stato arrestato nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza e si trova ora agli arresti domiciliari. Secondo quanto riporta Google News IT — Crime (it), le accuse a suo carico sono truffa ed evasione fiscale. Per la Procura di Roma, il circuito denominato "Scommessa Collettiva" avrebbe prodotto un danno complessivo prossimo ai cinque milioni di euro.
Le pene previste: fino a otto anni secondo la Guardia di Finanza
Ad aprile, il colonnello Leonardo Ricci della Guardia di Finanza era stato intervistato da Le Iene a proposito di vicende analoghe a quella contestata ad Adinolfi. Le sue parole erano state nette: "A quale pena si va incontro? Ci sono due ipotesi: l'esercizio abusivo del risparmio è punito fino a tre anni, l'attività di intermediazione senza abilitazione è punita fino a otto anni e in vicende come queste spesso riscontriamo anche ipotesi di truffa, che nell'ipotesi semplice è punita fino a tre anni e nell'ipotesi aggravata a 5 anni".
Come funzionava il circuito delle scommesse
Al centro dell'inchiesta c'è la "Scommessa Collettiva", un club a pagamento attraverso cui, secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, venivano raccolte quote annuali o trimestrali comprese tra 3.000 e 10.000 euro. Agli aderenti venivano promessi rendimenti fino al 40% annuo, garantiti da un "team di esperti" e da algoritmi di scommessa sportiva.
Adinolfi stesso aveva illustrato il meccanismo in una precedente intervista: "La somma investita è sempre e comunque garantita, ma chi ne richiedesse la restituzione fuori dalle finestre trimestrali in cui l'operazione è consentita accetta di rinunciare alle vincite maturate e non reinvestite". Aveva anche citato un esempio concreto legato agli ultimi Europei di calcio: "Se compri la quota entro febbraio la paghi 9.500 euro, si chiamerà Vip Plus e ti scade il 31 dicembre 2024 con la maggiorazione del 150% (200% se l'Italia vince l'Europeo)".
Diversi investitori, tuttavia, non avrebbero ottenuto la restituzione delle somme versate. Le indagini della Guardia di Finanza sono partite proprio dalle denunce presentate da alcuni privati che avevano tentato senza successo di recuperare il proprio capitale.
L'aggressione al giornalista de Le Iene
Oltre a Cerbero Podcast di Mr Marra — che aveva seguito la vicenda per primo — anche Le Iene si erano occupate del caso. L'inviato Filippo Roma aveva raggiunto Adinolfi al termine di una presentazione elettorale dello scorso aprile per sottoporgli alcune domande. Il politico aveva reagito tirandogli i capelli: il video aveva fatto rapidamente il giro dei media.
In un comunicato, la redazione del programma aveva descritto l'episodio in questi termini: "Il confronto tra l'inviato e Adinolfi si è acceso, e non poco, fino a degenerare in un'aggressione fisica per Filippo Roma. Le immagini della tirata di capelli hanno fatto il giro dei media, insieme alle dichiarazioni di Adinolfi, che accusa il programma di dire falsità e di usare figuranti nei propri servizi". La nota aggiungeva che Roma aveva risposto "mostrando addirittura il proprio casellario giudiziario, smentendo di essere un pregiudicato, e ribadendo la solidità del lavoro giornalistico svolto".
Le testimonianze delle vittime
Le Iene hanno inoltre raccolto le testimonianze di alcune persone che sostengono di aver subito perdite economiche. Uno degli investitori, davanti alle telecamere, aveva dichiarato: "Ho vissuto sulla mia pelle danni economici e personali. Se non riavrò il mio capitale, renderò pubblica la mia testimonianza".
Adinolfi si è sempre dichiarato innocente.
Source: Google News IT — Crime (it)