Caporalato alla diga di Genova: 8 arresti e sequestri per 277mila euro
Operazione dei carabinieri e della Procura di Savona contro lo sfruttamento di 42 operai nel cantiere della diga foranea. Vertici di due società in manette per intermediazione illecita e caporalato.

Caporalato alla diga di Genova: 8 arresti e sequestri per 277mila euro
Nel cantiere della diga foranea di Genova, opera pubblica del valore di 1,3 miliardi con finanziamenti Pnrr, sono emersi gravi episodi di sfruttamento lavorativo. I carabinieri, su ordine della Procura di Savona, hanno portato a termine 8 arresti e confiscato 277mila euro. Due imprese, Rbb solutions srl e Jh costruzioni srl, operanti in subappalto a Vado Ligure, sono state affidate al controllo giudiziale.
I responsabili delle società sono indagati per caporalato e intermediazione illecita di manodopera. Una delle aziende aveva in precedenza eseguito lavori anche per il Waterfront genovese e per la Strada del Papa.
Le segnalazioni della Fillea Cgil hanno dato il via alle indagini. I sindacalisti avevano raccolto le testimonianze dei primi operai licenziati, sollevando perplessità sulla crescita vertiginosa del personale impiegato.
Le condizioni dei lavoratori erano drammatiche. I 42 operai dovevano restituire ai caporali fino al 40% del salario. Vivevano ammassati in abitazioni fatiscenti, anche trenta in un solo appartamento. I certificati di formazione sulla sicurezza erano contraffatti. Chi si ammalava veniva licenziato o costretto a tornare allo sportello per restituire quanto percepito.
Poco prima dei fermi, la Rbb aveva interrotto il contratto senza alcuna spiegazione, lasciando a casa 127 persone. Il sindacato ha lavorato per reinserirli nel mondo del lavoro e tutelarli dalle rappresaglie, attivando i protocolli anti-tratta. Molti di loro rischiano la revoca del permesso di soggiorno.
Un elemento allarmante riguarda l'immigrazione irregolare: numerose vittime avevano sborsato tra 12mila e 15mila euro per documenti apposti da ditte italiane fantasma. Giunti in Italia, sono caduti nelle mani dei caporali.
Fabio Marante, segretario della Fillea Cgil ligure, ha denunciato la mancanza di verifiche concrete nonostante la documentazione apparisse regolare. Ha evidenziato come i grandi cantieri pubblici siano divenuti terreno fertile per gravi violazioni del diritto del lavoro, chiedendo normative più severe e l'effettiva applicazione di quelle vigenti.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Source: la Repubblica