Attivisti No Gnl di Pesaro indagati per diffamazione aggravata da Fox Petroli
Lisetta Sperindei e Roberto Malini, del Comitato Pesaro No Gnl, sono indagati per diffamazione aggravata dopo la causa civile da 2 milioni di euro.

Inchiesta penale contro gli attivisti No Gnl di Pesaro: "Non ci fermiamo"
I carabinieri hanno notificato formalmente l'avviso di indagine a Lisetta Sperindei e Roberto Malini, i due attivisti pesaresi del Comitato Pesaro No Gnl: sono indagati per diffamazione aggravata. Lo riporta Il Fatto Quotidiano - Cronaca, a oltre un anno dall'avvio della causa civile intentata dalla Fox Petroli Spa, che aveva già chiesto 2 milioni di euro ai due esponenti del comitato.
Le accuse mosse dalla società riguardano dichiarazioni contenute in un comunicato stampa e in un esposto che Malini — co-presidente di EveryOne Group — e Sperindei — ex consigliera comunale — avevano inviato nel maggio 2025 alla Procura, ai ministeri dell'Ambiente e della Salute e ad altre istituzioni locali e nazionali. Nel documento, i due segnalávano "una situazione di grave rischio ambientale e sanitario" presso il sito Fox Petroli di Pesaro, citando "evidenti problematiche di contaminazione, sia del suolo che delle falde acquifere" e facendo riferimento a "studi preliminari e segnalazioni della cittadinanza". Chiedevano inoltre l'avvio di "un'indagine ambientale urgente".
Il sito in questione, nel quartiere della Torraccia, è storicamente destinato ad attività petrolifere da oltre un secolo. Si trova però adiacente all'Oasi del fiume Foglia, area naturalistica tutelata, e a una zona densamente abitata. Il progetto contestato prevede la riqualificazione del deposito di stoccaggio di prodotti petroliferi liquidi e la realizzazione di un impianto di liquefazione di gas metano in rete.
La notifica dell'indagine penale è arrivata circa due mesi dopo il Primo Forum europeo sui difensori dei diritti umani ambientali, ospitato al Consiglio d'Europa a Strasburgo. In quella sede, Patrizia Heidegger, Deputy Secretary General dell'European Environmental Bureau, aveva presentato proprio il caso Fox Petroli nell'ambito della discussione sulle Slapp — strategic lawsuit against public participation — le cause temerarie utilizzate per bloccare l'attivismo. Al Forum partecipavano il Consiglio d'Europa, l'Alto Commissariato Onu per i diritti umani, l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e il mandato sui difensori ambientali della Convenzione di Aarhus.
Nel frattempo, sul piano istituzionale si sono registrati sviluppi significativi. Il Comitato tecnico regionale dei Vigili del Fuoco ha espresso nel 2025 parere negativo vincolante sul progetto, determinando la decadenza automatica della Valutazione di impatto ambientale positiva precedentemente rilasciata alla società. "A luglio 2026 la Regione Marche ha chiarito che il progetto non può essere realizzato senza il positivo pronunciamento dell'Autorità di Bacino e il necessario Nulla Osta di Fattibilità del Ctr", ha dichiarato Malini a Il Fatto Quotidiano. "Il nuovo quadro del rischio idraulico, con il Pai recentemente pubblicato, ha reso ancora più centrale la questione dell'inidoneità dell'area."
Malini sottolinea che proprio mentre lui e Sperindei venivano chiamati a rispondere delle parole usate per denunciare le criticità del sito, "sono stati atti istituzionali a dimostrare che quelle preoccupazioni non erano solo fantasie di attivisti innamorati del verde".
Il caso ha attirato l'attenzione di organizzazioni internazionali come FrontLine Defenders, associata alla rete Coalition Against Slapps in Europe (Case) e Net4Defenders. Con il loro supporto, i due attivisti hanno potuto segnalare la vicenda allo Special Rapporteur Onu sui difensori dei diritti umani e all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.
Nonostante le procedure giudiziarie in corso, Malini ribadisce l'intenzione di proseguire: "Continueremo a occuparci del progetto Gnl della Tombaccia, a pochi passi dalle abitazioni e dal fiume Foglia, continuando a chiedere quello che abbiamo sempre chiesto. E documentando ogni segnalazione: applicazione delle norme, trasparenza, controlli ambientali indipendenti, tutela della salute e rispetto del principio di precauzione."
Sul meccanismo delle Slapp, Malini è netto: "Una slapp può funzionare anche senza vincere una causa. Non deve necessariamente mettere a tacere chi viene citato. Ai promotori delle cause penali e civili basta convincere cento persone che osservano quella vicenda che parlare potrebbe costare troppo." E aggiunge: "Oggi questa battaglia non riguarda più solo la nostra condizione o l'impianto di Pesaro. Continueremo a difenderci con assoluta serenità, ma anche a lavorare perché questo genere di pressione giudiziaria non diventi il prezzo da pagare per chi esercita il diritto di partecipare alla vita pubblica."
Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca