Cospito dal carcere: "Il 41bis ti vieta di esistere"
L'anarchico Alfredo Cospito ha testimoniato in videoconferenza al processo di Bologna contro sei militanti. Il suo difensore ha presentato reclamo contro il rinnovo del regime di carcere duro.

Cospito testimonia a Bologna: "Isolamento totale, mi proibiscono di esistere"
Alfredo Cospito, l'anarchico detenuto da anni in regime di 41 bis nel carcere di Sassari, è tornato a parlare in videocollegamento nel corso di un'udienza a Bologna. Lo riporta ANSA Cronaca. Il 59enne era stato chiamato a testimoniare dai difensori di sei militanti accusati, a vario titolo, di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa per fatti risalenti al 2022 — anno in cui i sei avevano condotto azioni dimostrative in suo sostegno, mentre Cospito era in sciopero della fame contro il regime carcerario.
"È emozionante stare qui, perché l'ultima volta che ho potuto vedere facce amiche è stata un anno e mezzo fa", ha dichiarato Cospito in aula. Ha ricordato i due militanti anarchici morti a Roma lo scorso marzo, Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, deceduti nel crollo di un casale nel parco degli Acquedotti: secondo gli inquirenti stavano preparando un ordigno artigianale. "Non ho potuto dare loro la mia solidarietà perché qua dentro il mio isolamento è totale, ti proibiscono di esistere", ha aggiunto.
Le condizioni del 41 bis
Rispondendo alle domande dei legali, Cospito ha descritto nel dettaglio le condizioni della detenzione. "Ci sono persone con ergastoli ostativi che per anni non vedono un filo d'erba. Soltanto in questo momento, per venire qui, ho attraversato corridoi come nel 'Miglio Verde', le guardie urlano e non ti fanno vedere nessuno", ha affermato. Ha spiegato di aver impiegato due anni per ottenere un lettore cd e di essersi visto bloccare di recente un libro sulle origini del cristianesimo. "Mi sono reso conto di trovarmi in un meccanismo assurdo, in cui le persone sono usate per scopi politici, e per quello ho iniziato lo sciopero della fame", ha detto.
In aula erano presenti alcuni degli imputati e numerosi attivisti, più volte richiamati dalla giudice Nicolina Polifroni per aver urlato frasi come "Grande Alfredo" o "Fuori Alfredo dal 41 bis". Cospito ha risposto dal monitor salutando con un braccio alzato. Al termine della testimonianza, la giudice ha espulso due attivisti e disposto la prosecuzione dell'udienza a porte chiuse.
Reclamo contro il rinnovo del carcere duro
Lo scorso 30 aprile il ministero della Giustizia ha rinnovato per altri due anni il regime del 41 bis nei confronti di Cospito. Il suo difensore, Flavio Rossi Albertini, ha presentato un reclamo al Tribunale di Sorveglianza di Roma contro tale decisione. "Nel provvedimento del ministero vengono evidenziate le manifestazioni che hanno elevato Cospito a vittima e in qualche modo si prova a colpevolizzarlo di questa figura che ha assunto nel panorama politico: come se fosse una sorta di agnello sacrificale", ha dichiarato il legale. Nel reclamo si sostiene inoltre che "le affermazioni di Cospito nel corso degli anni censurate come istigatorie siano in realtà una manifestazione del suo diritto costituzionale ad esprimere un libero pensiero".
Cospito sta scontando una condanna a 23 anni per l'attentato alla caserma dei Carabinieri di Fossano del 2006 e per fatti di terrorismo legati alla Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
Source: ANSA Cronaca