Traffico di droga dai Balcani smantellato: 16 arresti e 91 kg sequestrati nel Nord Italia

La Guardia di Finanza di Trieste ha sgominato un'organizzazione criminale italo-albanese che gestiva il traffico di stupefacenti nel Nord Italia. Sedici arresti, 35 indagati e beni sequestrati per 1,1 milioni di euro.

Traffico di droga dai Balcani smantellato: 16 arresti e 91 kg sequestrati nel Nord Italia

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Sedici arresti, 35 soggetti indagati e quasi un quintale di stupefacenti sequestrato. Sono i risultati di una vasta operazione della Guardia di Finanza che ha smantellato un'organizzazione criminale attiva nel traffico di droga nel Nord Italia e lungo la costa adriatica, come riporta Google News IT — Crime (it).

A coordinare le operazioni sono stati i Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Trieste, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano – Direzione Distrettuale Antimafia –, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigativo Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza.

Struttura criminale radicata in più province

La banda disponeva di strutture logistiche distribuite in numerose province del Nord: Brescia, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Savona e Siena. Durante la stagione estiva, l'attività di spaccio si estendeva dalle città alle località turistiche del Nord-Est — Sistiana, Grado, Latisana, Lignano, Bibione, Jesolo, Caorle — con cessioni effettuate all'esterno di discoteche, pub, stabilimenti balneari e strutture ricettive.

Le indagini hanno preso avvio da un controllo a Latisana: il fermo di due corrieri e il sequestro di 2 kg di marijuana hanno consentito agli investigatori di ricostruire progressivamente l'intera architettura criminale. Al centro dell'organizzazione si trovavano soggetti principalmente albanesi, operativi in diverse province lombarde.

Metodi professionali e comunicazioni criptate

Secondo il comunicato della Guardia di Finanza, gli indagati operavano con «modalità attuative connotate da bassa visibilità e rischio di individuazione». Le comunicazioni interne avvenivano esclusivamente tramite piattaforme criptate, con continuo ricambio di schede SIM e telefoni cellulari. Anche i veicoli utilizzati venivano sostituiti frequentemente per eludere i controlli.

Le tecniche investigative impiegate hanno spaziato dai tradizionali pedinamenti e appostamenti alle intercettazioni ambientali audio e video, fino a metodologie tecnologicamente più avanzate.

La rotta balcanica e la serra nel Pavese

La cocaina, la marijuana e l'hashish sequestrati provenivano dalla rotta balcanica, grazie a una collaborazione tra organizzazioni criminali italiane e consorterie albanesi. La banda si era tuttavia dotata anche di una propria serra nella campagna in provincia di Pavia, destinata alla produzione autonoma di marijuana.

Una volta introdotta in Italia, la droga veniva custodita in una rete di appartamenti e autorimesse affittati da soggetti incensurati, difficilmente riconducibili al gruppo. Per la distribuzione ai pusher sulle piazze di spaccio, la banda reclutava corrieri — denominati internamente "cavallini" — con una rigida divisione dei compiti tra chi preparava le dosi e chi le consegnava.

Tra i corrieri figuravano giovani albanesi incensurati, fatti entrare in Italia per soggiorni brevi, al massimo 90 giorni — il limite previsto per i soggiorni turistici —, al termine dei quali venivano rimpatriati e sostituiti da altri connazionali con le medesime funzioni.

I sequestri nel dettaglio

Il comunicato della Guardia di Finanza fornisce il dettaglio dei sequestri: 70,5 kg di marijuana, di cui 64 kg rinvenuti a Sesto San Giovanni, 2 kg a Latisana e 4,5 kg a Lecco; 21 kg di cocaina, di cui 20 kg a Saronno e 1 kg a Milano.

Tra il materiale confiscato figurano anche una pistola Beretta modello 34 calibro 9 short con matricola abrasa e relativo munizionamento, e un'Alfa Stelvio con telaio appositamente modificato per il trasporto di stupefacenti. Sette persone sono state arrestate in flagranza di reato.

Misure cautelari e indagini patrimoniali

La Direzione Distrettuale Antimafia di Milano ha ottenuto dal Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo lombardo 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei principali membri dell'organizzazione. Sono state inoltre disposte perquisizioni nei confronti di 33 indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione e detenzione di droga, ricettazione, riciclaggio e detenzione di armi clandestine.

In parallelo, le Fiamme Gialle hanno condotto accertamenti patrimoniali su flussi finanziari, conti correnti, investimenti immobiliari e depositi bancari. I proventi illeciti dell'organizzazione sono stati quantificati in 1,1 milioni di euro: la Procura di Milano ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza che ha consentito di cautelare immobili, veicoli, gioielli, denaro contante e altre disponibilità finanziarie.

Le perquisizioni hanno portato all'arresto in flagrante di un ulteriore indagato per detenzione di armi clandestine e al sequestro di 7,2 kg di marijuana già confezionata per la vendita, due pistole con matricola abrasa, 10 armi bianche, orologi di lusso di marca Rolex e denaro contante in euro e valuta estera.

Il comunicato ricorda che, in applicazione del principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.

Source: Google News IT — Crime (it)