Ferragosto di violenza nelle carceri italiane: agenti aggrediti, sovraffollamento al 141%
Evasioni, incendi e aggressioni agli agenti hanno segnato il Ferragosto negli istituti penitenziari italiani, dove il sovraffollamento ha raggiunto il 141%. I sindacati chiedono interventi urgenti al ministro Nordio.

Aggressioni, evasioni e incendi: carceri italiane al collasso nel periodo estivo
Il Fatto Quotidiano - Cronaca riporta una serie di gravi episodi avvenuti nelle carceri italiane durante il Ferragosto, aggravati da un sovraffollamento che ha raggiunto il 141% e da temperature insostenibili.
Il primo caso si è verificato sabato nella casa circondariale di Potenza, dove due detenuti di nazionalità tunisina sono evasi sfruttando, secondo il sindacato Sappe, "una criticità strutturale dell'istituto, arrampicandosi e raggiungendo i tetti per poi guadagnare l'esterno". Entrambi sono stati rintracciati in città nel giro di poche ore.
Sempre sabato, a Saluzzo, in provincia di Cuneo, la vicecomandante della Polizia penitenziaria è stata aggredita fisicamente da un detenuto di cinquant'anni classificato in regime di Alta sicurezza: Francesco Coffa, membro del clan Coffa della Sacra corona unita brindisina, l'ha strattonata prima di essere bloccato dal personale. Leo Beneduci, segretario del sindacato Osapp, ha denunciato l'accaduto definendolo inaccettabile e ha esortato il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad agire "con urgenza e senza ulteriori indugi". Beneduci ha chiesto "interventi immediati, maggiori garanzie per il personale e una gestione del circuito di Alta sicurezza realmente adeguata al livello di pericolosità dei soggetti detenuti", aggiungendo: "Non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia".
Il 15 agosto, nel carcere della Dozza a Bologna, un detenuto ha appiccato un incendio nella sezione Rh del reparto infermeria. Poiché gli idranti non erano funzionanti, il personale ha dovuto spegnere le fiamme con secchi d'acqua. Due sottufficiali, tra cui l'ispettore di Sorveglianza generale, sono rimasti intossicati dal fumo. L'Osapp ha definito l'episodio l'ultimo di una sequenza di "eventi critici molto gravi" registrati nei giorni precedenti.
Il 14 agosto, nello stesso istituto bolognese, un detenuto del reparto penale ha puntato una lametta alla gola di un agente, procurandogli un piccolo taglio, per poi colpire con un calcio al petto un altro membro del personale intervenuto. Un terzo detenuto, sempre nel medesimo reparto, "ha cercato di aggredire un sottufficiale e gli ha sputato in faccia", secondo quanto riferito dal sindacato.
Giovedì 13 agosto, quattro agenti sono stati aggrediti nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino da un detenuto italiano di 35 anni sottoposto a regime di sorveglianza particolare. Tutti e quattro sono stati trasportati in ambulanza al pronto soccorso. L'episodio ha spinto l'Osapp a chiedere a Nordio di "scuotersi dal torpore" e di intervenire con tempestività.
Sul fronte politico, il governo non ha adottato finora provvedimenti rilevanti per affrontare la crisi carceraria. L'unica misura recente è una norma che consente ai tossicodipendenti di scontare la pena in comunità terapeutiche, finanziata però con risorse sufficienti per circa cinquecento persone soltanto.
Il senatore del Partito Democratico Walter Verini, capogruppo in Commissione Antimafia, ha visitato gli istituti di Perugia e Terni durante il Ferragosto. "Tra i molteplici fallimenti di questo governo, la situazione delle carceri è certamente tra quelli più gravi", ha dichiarato, descrivendo "sovraffollamento insopportabile, grave mancanza di personale, situazioni di 40/45 gradi da sopportare in spazi troppo piccoli". Verini ha segnalato anche mancanza d'acqua, "acqua razionata in questa estate torrida", scarse condizioni igienico-sanitarie e pochi magistrati di sorveglianza disponibili.
Il deputato dem Stefano Graziano ha invece visitato il carcere di Santa Maria Capua Vetere, indicando la necessità di intervenire "su due fronti: da un lato, rafforzare immediatamente gli organici e, dall'altro, ridurre il sovraffollamento attraverso misure strutturali e un miglioramento delle condizioni detentive". Graziano ha sottolineato che occorre "garantire ai detenuti standard compatibili con la funzione rieducativa della pena".
Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca