Sei arresti a Foggia per associazione mafiosa: colpita la batteria 'Sinesi-Francavilla' della Società Foggiana
La Polizia di Stato e i Carabinieri hanno eseguito sei misure cautelari contro presunti esponenti della Società Foggiana, clan attivo nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni.

Sei arresti a Foggia per associazione mafiosa: colpita la batteria 'Sinesi-Francavilla' della Società Foggiana
Il 24 giugno 2026, agenti della Polizia di Stato e militari dell'Arma dei Carabinieri hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del tribunale barese su richiesta della Procura. Il provvedimento ha portato all'arresto di sei persone residenti a Foggia, tutte ritenute appartenenti alla consorteria criminale denominata "Società Foggiana".
Nel mirino degli inquirenti è finita in particolare la batteria "Sinesi-Francavilla". Due dei fermati sono fratelli, identificati come figure apicali del gruppo. Altri tre sarebbero semplici aderenti. Il sesto arrestato è un costruttore edile, accusato di aver favorito il riciclaggio di capitali illeciti.
Le indagini hanno preso le mosse dopo il processo "Corona" del ROS, che aveva documentato l'attività del sodalizio tra il 2005 e l'aprile 2016. Da allora, polizia e carabinieri hanno continuato a monitorare l'evoluzione del clan, accertandone la perdurante operatività.
L'organizzazione, secondo quanto ricostruito, controlla traffici illeciti di vario genere: spaccio di sostanze stupefacenti, reati contro il patrimonio, estorsioni a imprenditori e commercianti. Non mancano, nelle contestazioni, piani per eliminare fisicamente gli avversari.
Un aspetto che ha destato particolare attenzione è la capacità dei capi di dirigere le attività del gruppo anche da dietro le sbarre. Uno degli arrestati, nel corso del 2021, avrebbe fatto uso di un cellulare introdotto clandestinamente nel carcere di Tolmezzo, in Friuli. Lo scopo era tenere in vita il clan Sinesi/Francavilla e salvaguardare il patto strategico con il gruppo Li Bergolis, che detta legge nel Gargano.
Nel settembre 2016, dopo un tentato omicidio ai danni di Roberto Sinesi, esponenti del clan Sinesi/Francavilla e del clan Li Bergolis si sarebbero incontrati a Foggia per pianificare la soppressione di membri della fazione avversaria "Moretti-Pellegrino".
Nel 2022 è emerso un contenzioso per il controllo della piazza di spaccio di Vieste, nel quale uno dei destinatari della misura cautelare avrebbe mediato per assegnare la gestione del mercato a un esponente del clan Li Bergolis, in cambio di un canone mensile di 10.000 euro.
Tra il 2012 e il 2013, uno dei fermati avrebbe affidato all'imprenditore edile una somma pari ad almeno 600.000 euro in contanti, frutto di attività illecite, da impiegare in operazioni immobiliari. Questo meccanismo avrebbe consentito al clan di insinuarsi nell'economia legale attraverso una catena di transazioni societarie.
L'8 giugno 2026, in occasione di un precedente decreto di fermo, sono stati sequestrati ulteriori dispositivi di comunicazione trovati in possesso di indagati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari.
Fonte: Polizia di Stato - Questura di Foggia
Source: Google News IT — Crime (it)