Caso Garlasco: nessun riscontro contro l'ex pm Venditti per corruzione

L'informativa dei Carabinieri di Pavia esclude elementi determinanti contro Venditti. I pm di Brescia valutano l'archiviazione della sua posizione.

Caso Garlasco: nessun riscontro contro l'ex pm Venditti per corruzione

Caso Garlasco, doppia informativa scagiona l'ex pm Venditti dall'ipotesi di corruzione

Non ci sarebbero elementi sufficienti a sostenere l'accusa di corruzione nei confronti dell'ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. È quanto emerge, secondo ANSA Cronaca, dalla doppia informativa depositata dai Carabinieri di Pavia sul tavolo del procuratore capo di Brescia Francesco Prete, nell'ambito dell'indagine collegata al caso Garlasco.

Al centro del filone investigativo bresciano si trovava l'archiviazione disposta nel 2017 a carico di Andrea Sempio, all'epoca indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Venditti era finito sotto esame dopo il ritrovamento, durante una perquisizione nell'abitazione della famiglia Sempio, di alcuni appunti manoscritti — i cosiddetti "pizzini" — nei quali compariva la frase "Venditti gip archivia per 20-30 euro". Gli investigatori avevano ritenuto quella frase una possibile traccia di un accordo corruttivo tra Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea.

Il 26 settembre scorso, sentito su ordine dei pm bresciani, Giuseppe Sempio aveva fornito la propria versione dei fatti: "'Gip Venditti archivia per 20-30 euro' dovrebbe essere una previsione di spesa che avevamo fatto noi in casa, su quanto avremmo dovuto pagare agli avvocati alla fine della faccenda". L'informativa depositata nelle ultime ore confermerebbe che quei riscontri non sono stati giudicati sufficienti a reggere l'ipotesi accusatoria.

Venditti ha sempre sostenuto di aver archiviato la posizione di Sempio perché convinto della colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi.

L'avvocato di Venditti, Domenico Aiello, ha commentato duramente l'iter che ha portato all'apertura del procedimento: "Forse finalmente qualcuno ha colmato delle lacune e ha compiuto quegli accertamenti che avrebbero dovuto essere disposti prima dell'invio della notizia di reato da Pavia a Brescia. Solo quando si è veramente sicuri che c'è stata una violazione così grave di legge da parte di un servitore dello Stato era possibile mandare un'informativa di reato a Brescia, non prima". Aiello ha ricordato che Venditti ha servito lo Stato per 42 anni "immune da macchia", aggiungendo che il suo assistito ha subito "danni irreversibili" alla reputazione, trattato "come un bandito".

I pm Donato Grego e Alessio Bernardi potrebbero ora orientarsi verso una richiesta di archiviazione della posizione di Venditti. Una decisione che avrebbe conseguenze procedurali rilevanti sull'intero fascicolo: verrebbe meno il presupposto dell'articolo 11 del codice di procedura penale che aveva radicato la competenza a Brescia, in ragione della presenza di magistrati del distretto milanese tra gli indagati. L'inchiesta potrebbe dunque tornare alla Procura di Pavia per competenza territoriale.

La stessa informativa depositata a Brescia aggraverebbe invece le posizioni di alcuni carabinieri coinvolti nello stesso filone d'inchiesta, per i quali la Procura guidata da Francesco Prete starebbe valutando la contestazione di nuove accuse.

Source: ANSA Cronaca