Genova nega estradizione in Russia per ex dirigente di Mostotrest

La corte d'appello di Genova ha rifiutato la consegna di Aleksandr Klimov a Mosca, ritenendo che l'ex funzionario rischierebbe persecuzione e violazioni dei diritti fondamentali.

Genova nega estradizione in Russia per ex dirigente di Mostotrest

Corte d'appello: Klimov non può essere consegnato alla Russia

La corte d'appello di Genova ha negato l'estradizione in Russia di Aleksandr Klimov, ex vice direttore generale di Mostotrest, l'ente stradale di San Pietroburgo, accusato di corruzione. Lo riporta ANSA Cronaca.

La giudice Milena Catalano ha stabilito che, se consegnato alle autorità russe, Klimov sarebbe "sottoposto ad atti persecutori o atti che possano ledere i suoi diritti fondamentali".

Klimov era stato arrestato a Rapallo il 2 maggio, dopo che la corte di Krasnogvardeiskiy, distretto di San Pietroburgo, aveva emesso un mandato di cattura internazionale. In Russia risponde di corruzione commessa tra il 7 marzo 2019 e il 13 settembre 2023: in qualità di vice direttore di Mostotrest avrebbe abusato della propria posizione, chiedendo sistematicamente ai dipendenti il versamento mensile di denaro come tangente, in accordo con un complice non identificato.

Interrogato in Italia, l'ex dirigente ha dichiarato che le accuse gli sono state mosse "solo dopo avere lasciato la Russia per coprire le mancanze del fratello dell'ex ministro che lo accusa" e che si tratta "di una persecuzione politica perché ha deciso di andarsene". Klimov è difeso dall'avvocato Fabio Panariello, che ha dimostrato come il suo assistito sia anche cittadino polacco — e quindi comunitario — e risieda in Polonia insieme alla moglie e ai figli.

Nella motivazione del diniego, la giudice Catalano ha sottolineato che la posizione della Federazione Russa "presenta aspetti di indubbia criticità" sul piano del rispetto dei diritti fondamentali, anche a seguito della sua estromissione dal Consiglio d'Europa. La Russia si è inoltre ritirata dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, cessando di essere soggetta alla giurisdizione della Corte EDU e all'obbligo di rispettarne i principi, tra cui il diritto a un equo processo e il divieto di trattamenti inumani e degradanti.

Source: ANSA Cronaca