Caso Beatrice, il legale del padre biologico chiede il reato di omicidio volontario per Emanuel Iannuzzi
L'avvocato del genitore della bimba di due anni morta a Imperia chiede che l'accusa di maltrattamenti aggravati venga trasformata in omicidio volontario.

Caso Beatrice, il legale del padre biologico chiede il reato di omicidio volontario per Emanuel Iannuzzi
L'avvocato Mario Ventimiglia, che difende il padre biologico di Beatrice, la bambina di due anni deceduta a Imperia, ha sollecitato una modifica del capo di imputazione a carico di Emanuel Iannuzzi. L'uomo è attualmente accusato, insieme alla compagna Emanuela Aiello, di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola. Il legale ritiene che si debba contestare l'omicidio volontario.
"Colpire con ferocia una creatura di appena ventiquattro mesi non è paragonabile a un'aggressione contro un adulto", ha dichiarato Ventimiglia, aggiungendo che "la brutalità e la crudeltà con cui è stata picchiata la bambina rendono impossibile sostenere che l'autore non avesse consapevolezza delle conseguenze letali". L'avvocato ha espresso fiducia che la procura possa integrare l'imputazione sulla base degli ulteriori elementi che dovranno essere depositati.
Il padre biologico, rappresentato da Ventimiglia insieme al collega Fabio Scaffidi Fonti, attende che la madre "dichiari finalmente la verità su ciò che ha causato la morte della figlia". L'uomo si aspetta che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda.
Dalla procura di Imperia emerge che la contestazione attuale è provvisoria. Gli inquirenti hanno spiegato che, in sede di misura cautelare, era necessario individuare un reato pacifico per ottenere l'arresto in tempi rapidi. I maltrattamenti soddisfavano questo requisito, mentre per l'omicidio aggravato sarebbe stato indispensabile individuare con certezza il responsabile materiale. L'accusa potrebbe tuttavia essere aggravata nelle fasi successive dell'indagine.
Nel frattempo, Emanuela Aiello è stata sottoposta a interrogatorio di garanzia. La donna, che piangeva durante l'udienza, ha negato di avere mai maltrattato le figlie. L'interrogatorio è stato interrotto dal giudice dopo venti minuti a causa di una crisi emotiva. Il provvedimento ha confermato la custodia in carcere sia per lei sia per il compagno Iannuzzi, che ha invece scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Il magistrato che ha firmato l'ordinanza di arresto ha evidenziato un messaggio inviato da Aiello alla suocera nella notte tra il 16 e il 17 gennaio. Quella sera, secondo l'accusa, Iannuzzi aveva colpito Beatrice con schiaffi facendola cadere a terra prima dell'arrivo dei genitori, e successivamente aveva aggredito anche la compagna. Nel testo la donna scriveva di essere disposta a "mettersi sotto un treno" per il compagno, aggiungendo che alcune situazioni "da mamma non le posso vedere". Secondo gli inquirenti, quella notte sarebbe accaduto "qualcosa di preoccupante" a una delle figlie.
Fonte: ANSA
Source: ANSA Cronaca