'Ndrangheta e curve juventine: spaccio di stupefacenti negli impianti sportivi

Collaboratore di giustizia svela un sistema di spaccio che sfruttava contatti nel mondo degli ultrà juventini per distribuire stupefacenti negli stadi.

'Ndrangheta e curve juventine: spaccio di stupefacenti negli impianti sportivi

'Ndrangheta e curve juventine: spaccio di stupefacenti negli impianti sportivi

Legami tra organizzazioni criminali calabresi e tifoserie organizzate del calcio italiano emergono da una recente sentenza. Un collaboratore di giustizia ha fornito dettagli su un sistema di distribuzione di droga che sfruttava contatti all'interno degli stadi, in particolare legati al mondo degli ultrà bianconeri.

Secondo quanto documentato da RaiNews, le rivelazioni del pentito compaiono nelle motivazioni del processo "Samba", dove nove persone sono state giudicate per traffico illecito di sostanze. L'uomo aveva descritto, circa due anni fa, un giro d'affari che partiva da fornitori spagnoli e approdava nel capoluogo piemontese. Qui la merce veniva immagazzinata in una zona denominata Pescarito, per poi essere riversata in diverse direzioni: verso il Sud, verso la Sicilia e verso le curve degli stadi.

Il canale privilegiato per il passaggio della droga negli impianti sportivi era rappresentato da un soggetto inserito nel gruppo di sostenitori denominato "Bravi Ragazzi", che poteva contare su una rete di conoscenze dirette nelle curve. Questo stesso gruppo di tifosi era già finito sotto i riflettori delle indagini nell'ambito dell'inchiesta "Alto Piemonte" del 2017.

Il collaboratore in questione è Vincenzo Pasquino, catturato nel 2021 in territorio brasiliano dopo anni di latitanza. Rimpatriato nel nostro Paese, ha iniziato a collaborare con la giustizia a partire dal marzo 2024. Nei suoi resoconti ha indicato di aver aderito alla criminalità organizzata calabrese nel 2011, in una sezione attiva nell'area torinese. Ha inoltre riferito di aver gestito i ponti tra i clan e il Primeiro Comando da Capital, la più potente fazione criminale del Brasile. Durante le conversazioni su Sky-Ecc, piattaforma digitale utilizzata per scambiarsi messaggi, si faceva chiamare "Cristiano", in omaggio al calciatore portoghese e alla sua fede calcistica per la squadra bianconera.

Una testimonianza analoga, resa da un altro collaboratore il 27 ottobre 2025 in un procedimento distinto, ha fatto risalire alle stagioni 2011-2012 l'interesse dei clan per il commercio abusivo di tagliandi d'ingresso. A quel tempo, secondo il racconto, i biglietti venivano ceduti gratuitamente dagli appartenenti al sodalizio di tifosi "Bravi Ragazzi" per essere poi rivenduti.

Source: Google News IT — Crime (it)