Italia: sequestrati oltre 200 milioni di euro in operazione contro il riciclaggio della Cosa Nostra

La Guardia di Finanza italiana ha sequestrato beni e società per oltre 200 milioni di euro in un'indagine sul riciclaggio di proventi di traffico di droga collegati al boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Italia: sequestrati oltre 200 milioni di euro in operazione contro il riciclaggio della Cosa Nostra

Italia: sequestrati oltre 200 milioni di euro in operazione contro il riciclaggio della Cosa Nostra

La Guardia di Finanza italiana ha annunciato giovedì il sequestro di beni e società del valore di oltre 200 milioni di euro nell'ambito di un'indagine sul riciclaggio di proventi derivanti dal traffico di stupefacenti, collegati al defunto boss mafioso Matteo Messina Denaro.

Messina Denaro fu arrestato nel 2023 dopo trent'anni di latitanza per il suo ruolo nella guerra della Cosa Nostra siciliana contro lo Stato tra gli anni Ottanta e Novanta, che comprese l'omicidio del procuratore capo Giovanni Falcone.

Soprannominato "U Siccu" (il magro), morì di cancro pochi mesi dopo la cattura, lasciando ai magistrati il compito di rintracciare i proventi del suo impero criminale e coloro che lo avevano aiutato a sfuggire alla giustizia.

Le forze dell'ordine hanno dichiarato che l'operazione ha coronato un'indagine complessa che ha ricostruito un vasto bacino di beni generati dal reinvestimento di proventi di traffico di droga accumulati dagli anni Ottanta in diversi paesi europei e non.

"Riteniamo di aver identificato una parte significativa degli investimenti fatti dalla mafia, anche all'estero", ha affermato il procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia.

Figlio di un boss mafioso, Messina Denaro proveniva dalla cittadina siciliana di Castelvetrano, vicino Trapani, e capeggiava il clan locale della Cosa Nostra.

Strettamente legato al potente boss Salvatore "Totò" Riina, ebbe un ruolo negli attentati di Firenze, Roma e Milano che causarono dieci morti nel 1993 e si riteneva fosse responsabile di numerosi omicidi negli anni Novanta.

Tre persone sono state arrestate nell'ambito dell'indagine, che ha coinvolto località tra cui Svizzera, Lussemburgo e Cayman Islands, ma con il centro operativo in Andorra, il piccolo principato dei Pirenei.

La polizia ha rintracciato fondi lì fino a una donna di Campobello di Mazara, la cittadina siciliana dove Messina Denaro aveva il suo ultimo nascondiglio, che era stata sposata con un uomo con precedenti per reati legati a stupefacenti.

"Sulla base di questi risultati, gli investigatori hanno iniziato a sospettare che i fondi in Andorra fossero collegati al traffico di droga", si legge nel comunicato.

I procuratori hanno individuato otto società legate alla rete di riciclaggio: cinque in Spagna, due a Gibilterra e una nelle Cayman Islands. Il gruppo possedeva una quota "molto significativa" di una banca libanese, oltre a oro e immobili di lusso.

Giovanni Melillo, procuratore nazionale antimafia italiano, ha sottolineato l'importanza di colpire il patrimonio della criminalità organizzata.

"Significa continuare il processo di smantellamento necessario per impedire l'emergere di strutture nuovamente capaci di proiettare, su scala globale, il pieno potere intimidatorio e l'influenza economica della Cosa Nostra."

Fonte: Cyprus Mail

Source: Cyprus Mail