Digos denuncia 13 minorenni senesi per apologia del fascismo e odio razziale

Tredici giovani di Siena, incensurati e della media borghesia, sono stati denunciati per propaganda nazifascista, odio razziale e detenzione di materiale pedopornografico.

Digos denuncia 13 minorenni senesi per apologia del fascismo e odio razziale

Tredici minorenni denunciati a Siena per nazifascismo e odio razziale

Secondo quanto riferisce ANSA Cronaca, la Digos di Siena ha denunciato 13 minorenni residenti nel capoluogo toscano per propaganda e istigazione all'odio razziale ed etnico, apologia del fascismo e del nazismo, detenzione illegale di armi e diffusione di materiale pedopornografico.

I ragazzi — tutti frequentanti la stessa scuola, incensurati e provenienti da famiglie della media borghesia senese — condividevano nelle chat private sui social network messaggi d'odio contro immigrati e omosessuali, immagini di armi e contenuti inneggianti alla violenza. Tra i tredici figura anche una ragazza.

L'origine dell'indagine

L'inchiesta, coordinata dalla Procura per i minorenni di Firenze, è partita nel luglio 2025 dalla segnalazione del padre di un ragazzo estraneo ai fatti: l'uomo aveva riferito alla polizia che alcuni coetanei del figlio gli avevano proposto di procurarsi un'arma da fuoco.

A seguito di quel primo allarme, la Digos ha effettuato perquisizioni nelle abitazioni di due minori, rinvenendo un fucile a doppia canna funzionante e munizioni calibro 9. L'analisi dei telefoni cellulari e dei dispositivi informatici ha poi fatto emergere una rete di chat private con simboli nazisti, contenuti sulla superiorità della razza bianca e messaggi di odio contro gli stranieri.

Le chat e i contenuti trovati

Una delle chat era denominata 'Partito Repubblicano Fascista': l'accesso era subordinato all'approvazione degli altri membri. Nelle conversazioni sarebbero stati condivisi contenuti inneggianti a Benito Mussolini e Adolf Hitler, frasi omofobe e razziste, oltre a video di aggressioni contro immigrati.

La Digos precisa che le immagini violente non sono direttamente riconducibili ai denunciati e che nessuno di loro risulta coinvolto in episodi di violenza fisica. Secondo gli investigatori, alcuni avrebbero tuttavia covato l'intenzione — mai concretizzata — di organizzare ronde o spedizioni punitive contro stranieri, in risposta a risse avvenute a Siena tra immigrati. Nelle stesse chat circolavano riferimenti all'acquisto online di pistole, coltelli, tirapugni, balestre ed esplosivi artigianali.

In parallelo, gli investigatori hanno individuato la condivisione di numerosi file pedopornografici provenienti da piattaforme social e di messaggistica.

Le dichiarazioni degli investigatori

"Tutte le nostre indagini sono state chiuse e il materiale consegnato alla Procura per ulteriori accertamenti", ha dichiarato il questore Ugo Angeloni.

Fausto Camisa, dirigente della Digos senese, ha sottolineato: "La cosa che ci ha dato più fastidio come investigatori è che questa è un'indagine che non avremmo mai voluto fare perché non avremmo mai voluto scoprire una realtà del genere".

Nessuno dei ragazzi aveva mai mostrato segnali esterni di radicalizzazione. L'arcivescovo di Siena, cardinale Augusto Paolo Lojudice, ha definito la vicenda "un segnale preoccupante di disagio delle giovani generazioni", invocando "un patto per la famiglia".

Source: ANSA Cronaca