Graciela ritratta davanti a un notaio: quattro pagine di marcia indietro sul caso Minetti

La testimone chiave nel caso Minetti ha ritrattato le sue dichiarazioni in un atto notarile di quattro pagine, dopo aver invano chiesto di essere ascoltata dai magistrati milanesi.

Graciela ritratta davanti a un notaio: quattro pagine di marcia indietro sul caso Minetti

La ritrattazione notarile di Graciela: il silenzio della procura e il passo indietro

Graciela ha ritrattato. Lo ha fatto con un documento di quattro pagine firmato davanti a un notaio, nel quale smentisce quanto aveva raccontato a Il Fatto Quotidiano in oltre un'ora e mezza di registrazione e in 766 messaggi, incluse fotografie e screenshot di WhatsApp con altre persone. Come riporta Il Fatto Quotidiano - Cronaca, la decisione è arrivata dopo che la testimone aveva inutilmente chiesto di essere ascoltata dai magistrati italiani e aveva appreso dalle agenzie di stampa che la procura generale di Milano non intendeva farlo.

La notizia dell'atto formale è giunta alla procura generale di Milano a istruttoria già conclusa: le dichiarazioni sono state trasmesse tra venerdì pomeriggio e sabato mattina dall'Uruguay ai magistrati e poi indirizzate al Quirinale.

Cosa dice la dichiarazione giurata

Secondo quanto ricostruito da Repubblica, Il Corriere della Sera e Domani, nella dichiarazione giurata Graciela afferma di non sapere nulla di quanto avveniva nella tenuta. Il succo della deposizione, citato da Repubblica, è il seguente: «Non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata ad assoldare prostitute. Nel periodo in cui ho lavorato nella residenza 'Gin tonic' non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata a reperire, attirare, assoldare o indurre a coinvolgere prostitute all'interno della residenza».

Graciela sostiene inoltre di non aver autorizzato la pubblicazione del suo nome e che il senso delle sue parole sarebbe stato distorto. In realtà, la testimone aveva autorizzato l'intervista e la diffusione del suo nome. L'11 maggio, quando il giornale era già andato in stampa, aveva inizialmente chiesto solo alcune piccole modifiche e aveva di nuovo dato il via libera a scrivere che «Nicole non aveva cambiato vita». Solo in un secondo momento era apparsa spaventata, chiedendo di concentrarsi sulle presunte molestie sessuali da parte di Cipriani.

La cronologia dei contatti

Il 12 maggio Il Corriere della Sera aveva pubblicato il resoconto di un incontro con la testimone, sotto il titolo «Il fortino di Graciela», in cui la donna dichiarava: «Là dentro ho visto tutto, ho paura e vivo nascosta». Sempre al quotidiano di via Solferino aveva aggiunto: «Sono pronta a testimoniare a sostegno dell'inchiesta milanese sulla grazia».

Il 13 maggio Graciela era stata intervistata dalla trasmissione televisiva Sin Piedad, ribadendo la volontà di essere ascoltata. Il giorno successivo, il 14 maggio, l'Ansa aveva titolato: «Non serve sentire la testimone su Minetti, non c'è riscontro sulle sue parole». Da quel momento, Graciela ha smesso di rispondere ai messaggi.

Il 29 maggio, secondo Il Corriere della Sera, si è presentata da un notaio in Uruguay rilasciando la dichiarazione giurata, poi spedita in Italia. Il documento è arrivato quando l'istruttoria era ormai considerata chiusa e il presidente Mattarella aveva comunicato di non voler cambiare idea sulla grazia.

Cosa è accaduto tra il 14 e il 29 maggio

Su quanto sia successo in Uruguay nel corso di quei quindici giorni e sul reale motivo della ritrattazione, al momento si possono fare solo ipotesi. Graciela vive blindata e non risponde né a messaggi né a telefonate. Il Fatto Quotidiano ha annunciato che pubblicherà prossimamente il contenuto testuale delle conversazioni avute con lei.

Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca