Omicidio Taranto, clip su TikTok dei minori arrestati: la Procura di Lecce valuta un fascicolo

Un video con due dei minorenni detenuti per l'omicidio di Bakari Sako è apparso su TikTok e rimosso in poche ore. Il fratello della vittima chiede giustizia.

Omicidio Taranto, clip su TikTok dei minori arrestati: la Procura di Lecce valuta un fascicolo

Video su TikTok dei minori detenuti riaccende il caso Sako

Un video pubblicato su TikTok e rimosso dopo poche ore ha riportato l'attenzione sull'omicidio di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni ucciso all'alba del 9 maggio nella città vecchia di Taranto. Secondo quanto riportato da ANSA Cronaca, nelle immagini comparirebbero due dei quattro minorenni coinvolti nell'inchiesta, attualmente reclusi in un istituto penale per minori.

La clip, accompagnata dalla frase "Quello che non ti uccide, ti fortifica" e da un sottofondo musicale, sarebbe stata pubblicata da un conoscente minorenne dei detenuti. Gli investigatori dovranno stabilire chi abbia girato il filmato e se sia stato registrato all'interno della struttura detentiva.

Secondo il Corriere del Mezzogiorno, la Procura minorile di Lecce, guidata da Simona Filoni, sta valutando l'apertura di un fascicolo. Il contenuto ha suscitato indignazione anche per i messaggi di sostegno rivolti ai giovani arrestati.

Gli indagati e le accuse

Per l'omicidio di Sako sono indagati con l'accusa di omicidio volontario sei ragazzi: un 22enne, un 20enne e quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni. Uno dei sedicenni — che al momento dell'aggressione ne aveva ancora 15 — ha ammesso di aver sferrato le coltellate mortali.

Il fratello: "Vogliamo solo giustizia secondo la legge"

In un post pubblicato su Facebook, Souleymane Sako, fratello minore della vittima, ha scritto: "Mio fratello ormai è morto, io non odio nessuno. La nostra famiglia vuole solo che giustizia sia fatta secondo la legge."

Nel messaggio, Souleymane ringrazia quanti hanno offerto sostegno e invita a "continuare a combattere perché non succeda mai più". Richiama poi al rispetto reciproco: "Abbiamo deciso di vivere insieme e dobbiamo imparare a insegnare ai nostri figli il rispetto e la pace."

Il fratello ha spiegato anche la scelta di celebrare un funerale privato. "Tutti abbiamo visto come è stato ucciso Bakari. Era una persona silenziosa ed è stato ucciso come un animale. Ci sono tante immagini su YouTube, TikTok, Facebook e Instagram e fare video e foto della salma ci avrebbe fatto soffrire ancora di più. Avevamo bisogno di pace e preghiera."

In un'intervista al Corriere della Sera, Souleymane aveva già riferito che Bakari a Taranto "era stato sempre bene", definendo la sua morte "inaccettabile".

Il post si chiude con i ringraziamenti alle associazioni, alla comunità maliana e africana, ai giornalisti, alla Flai Cgil e alle forze dell'ordine. "Vogliamo solo giustizia per Bakari Sako, mio fratello", conclude.

Source: ANSA Cronaca