Smascherata rete criminale tra Italia e Croazia: 23 arresti per traffico di droga, armi e migranti
Un'operazione congiunta tra magistrati croati e autorità italiane ha portato all'arresto di 23 persone accusate di traffico internazionale di cocaina, armi e migranti. Il capo dell'organizzazione dirigeva le attività illecite dalla prigione.

Smascherata rete criminale tra Italia e Croazia: 23 arresti per traffico di droga, armi e migranti
Un'indagine transfrontaliera ha portato all'arresto di 23 individui accusati di far parte di un sodalizio criminale attivo nel traffico di sostanze stupefacenti, armi e esseri umani. L'operazione è stata condotta in collaborazione tra la magistratura croata, rappresentata dall'Uskok, e le autorità giudiziarie italiane, con il coordinamento di Eurojust.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i membri dell'organizzazione avrebbero introdotto clandestinamente centinaia di chili di cocaina nell'area di Sarno e Scafati, in provincia di Salerno. Parallelamente, il gruppo si sarebbe procurato diversi tipi di armi da fuoco. Un elemento particolarmente significativo è che il capo della banda gestiva le operazioni illecite direttamente dal carcere.
Le indagini hanno evidenziato anche un ramo dedicato allo sfruttamento dell'immigrazione: i criminali avrebbero confezionato contratti di lavoro falsi, utilizzati per presentare oltre mille richieste di permesso di soggiorno per motivi lavorativi, poi regolarmente approvate dalle autorità competenti.
Inoltre, il leader dell'organizzazione avrebbe impartito ordini agli altri membri per estorcere denaro ad alcuni imprenditori, ordinando atti violenti per il recupero crediti o la risoluzione di controversie. Tra i reati contestati figura anche un'aggressione ordinata ai danni di un detenuto.
Nel corso dell'inchiesta, i magistrati croati e quelli di Salerno hanno individuato un trafficante d'armi croato. Durante un'operazione di intercettazione, le forze dell'ordine hanno fermato un veicolo che trasportava armi dalla Croazia verso l'Italia, procedendo all'arresto del conducente e al sequestro di un ingente quantitativo di armi e munizioni.
Dei 23 fermati, 19 sono stati collocati in regime di custodia cautelare in carcere, mentre i restanti quattro sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. Per uno degli indagati residente in Croazia è stato emesso un mandato d'arresto europeo.
Fonte: Večernji list
Source: Večernji list