Strage di Castel D'Azzano, indagine sui timori del luogotenente Piffari

La magistratura veronese ha aperto un'inchiesta dopo la segnalazione dei parenti del carabiniere Marco Piffari, deceduto nel drammatico episodio del 14 ottobre. Il militare aveva confidato ad amici e colleghi la sua inquietudine per l'operazione di sgombero.

Strage di Castel D'Azzano, indagine sui timori del luogotenente Piffari

Strage di Castel D'Azzano, indagine sui timori del luogotenente Piffari

La magistratura veronese ha avviato un procedimento modello 45, privo per ora di capi d'accusa e di indagati formalizzati, su richiesta dei familiari del carabiniere Marco Piffari. Il luogotenente è rimasto ucciso insieme a due commilitoni nello scoppio avvenuto il 14 ottobre a Castel D'Azzano, fatto per cui i fratelli Ramponi rispondono dell'accusa di strage.

I difensori della famiglia chiedono di fare luce su alcuni passaggi dell'intervento di sgombero che il militare stava portando avanti quel mattino. Nei giorni antecedenti al tragico evento, Piffari aveva confidato ad amici e colleghi la sua inquietudine per la missione. Durante una conversazione in cui un'amica gli aveva letto le carte, aveva detto di sentire "un campanello d'allarme che suona dentro di me". Aveva aggiunto di aver capito che gli occupanti erano pronti a resistere, visto che erano già stati sfrattati in altre tre o quattro occasioni senza successo.

Una donna in forza alla polizia aveva già riferito all'autorità giudiziaria, pochi giorni dopo la catastrofe, che il luogotenente riteneva l'operazione sottostimata e che la situazione era ben più complessa di quanto apparisse in superficie.

Fonte: ANSA

Source: ANSA Cronaca