Insegnante di Udine assolta da accusa di guida sotto droghe: era un falso positivo

Elena Tuniz, 33 anni, prosciolta dal tribunale di Udine: l'incidente del gennaio 2025 fu causato da un attacco epilettico, non da stupefacenti.

Insegnante di Udine assolta da accusa di guida sotto droghe: era un falso positivo

Assolta perché il fatto non sussiste: il caso di Elena Tuniz

Il giudice del tribunale di Udine Mauro Qualizza ha assolto Elena Tuniz dall'accusa di guida in stato di alterazione da stupefacenti, accogliendo la richiesta della pm Marzia Gaspardis. Lo riporta Google News IT — Crime (it). Il verdetto — "il fatto non sussiste" — chiude un procedimento penale che aveva segnato profondamente la vita della donna, insegnante trentatreenne di Corno di Rosazzo.

La vicenda era iniziata il 7 gennaio 2025, quando Tuniz era rimasta coinvolta in un incidente stradale sulla strada di ritorno dal lavoro. I medici avevano successivamente accertato che la causa era un attacco epilettico, patologia diagnosticata alla donna proprio in seguito al ricovero ospedaliero. Gli esami condotti in quella sede avevano però evidenziato anche una sospetta positività al THC, il principio attivo della cannabis.

Quella positività aveva innescato conseguenze gravi: sospensione della patente, apertura di un procedimento penale e, sul piano personale, la perdita del posto di lavoro a tempo indeterminato a scuola. Il marito aveva dovuto abbandonare il proprio impiego a sua volta.

Tuniz era stata rinviata a giudizio ai sensi del nuovo articolo 187 del Codice della strada, entrato in vigore poche settimane prima dell'incidente. La norma prevede fino a due anni di carcere e 12.000 euro di multa per chi risulta positivo a un test antidroga dopo un sinistro, senza che sia necessario dimostrare un'effettiva alterazione della capacità di guida.

Un esperto chiamato a testimoniare dalla difesa aveva illustrato le criticità legate ai cannabinoidi, rilevabili fino a 80 ore dopo l'uso o a causa di falsi positivi. Il legale di Tuniz, l'avvocato Raffaele Minieri, ha commentato il risultato: «È un risultato a cui siamo giunti grazie anche all'ausilio delle competenze del mondo scientifico e questo dovrebbe farci riflettere tutti sul motivo per cui siamo qui».

La stessa Tuniz ha dichiarato fuori dall'aula: «Ero fiduciosa che andasse tutto bene e sono contenta che la giustizia ha fatto il suo corso. Dovrò rifare il concorso e lo rifarò e spero che vada tutto bene e questa volta che io possa farlo tranquillamente».

Prima dell'udienza, davanti al palazzo di giustizia si era tenuto un presidio di solidarietà organizzato dall'associazione "Meglio legale", che aveva portato il caso all'attenzione nazionale utilizzandolo come procedimento pilota per contestare gli effetti della nuova normativa e le sue ricadute sui diritti degli imputati.

Source: Google News IT — Crime (it)