Crollo ponte Morandi a Genova: attese le sentenze per i 57 imputati
Il processo per il crollo del ponte Morandi a Genova, costato la vita a 43 persone nell'agosto 2018, si avvicina alla conclusione con l'attesa delle sentenze per 57 imputati, tra cui ex manager, ingegneri e consulenti.

Crollo ponte Morandi a Genova: attese le sentenze per i 57 imputati
Il 14 agosto 2018, nel cuore della stagione estiva, il ponte Morandi dell'autostrada di Genova crollò durante una forte pioggia. Quarantatré persone persero la vita in quel tragico incidente. Giovedì sono attese le sentenze per i 57 imputati del processo, che dura ormai da circa quattro anni.
L'accusa include omicidio colposo, lesioni personali dolose, ostacolo a atti d'ufficio, falsificazione di documenti e omissione dolosa di cautele nei luoghi di lavoro. Tra gli imputati figurano ex dirigenti, ingegneri e consulenti della società autostradale Autostrade per l'Italia, nonché della ditta Spea, responsabile del monitoraggio dell'infrastruttura. Sono coinvolti anche funzionari e consulenti del ministero dei Trasporti italiano.
Secondo la procura di Genova, la maggior parte degli imputati si era resa conto del rischio di crollo del viadotto, costruito negli anni Sessanta, ma non aveva agito per prevenirlo. Si sostiene inoltre che la manutenzione fosse stata ridotta al minimo per massimizzare i dividendi agli azionisti, nonostante i danni strutturali fossero noti da tempo. La difesa sostiene invece che il crollo sia stato causato da un difetto di progettazione non rilevabile né prevenibile con la manutenzione ordinaria.
La procura ha chiesto quasi 400 anni di carcere complessivi per 56 dei 57 imputati. La pena più alta, 18 anni e sei mesi, è stata richiesta per l'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci. Quest'ultimo è già in prigione da oltre un anno, avendo ricevuto una condanna definitiva a sei anni per il crollo di un viadotto ad Acqualonga nel 2013, dove morirono 40 persone.
Circa un anno e mezzo dopo l'inizio del processo, nel luglio 2022, Castellucci e altri nove ex manager hanno raggiunto un accordo con oltre 190 parti civili, versando somme a titolo di risarcimento. Gli avvocati degli imputati hanno però precisato che tale accordo non costituisce in alcun modo un riconoscimento di colpevolezza, bensì un "atto di solidarietà".
Le indagini hanno accertato che il crollo fu causato dalla rottura dei cavi portanti del nono pilone, deterioratisi nel corso di decenni a causa di un ambiente corrosivo. L'incidente ha messo in luce gravi carenze nella gestione delle infrastrutture italiane. Durante il crollo, la carreggiata cedette e veicoli precipitarono da circa 40 metri di altezza, in alcuni casi su abitazioni sottostanti. Centinaia di persone rimasero senza casa.
Il viadotto Polcevera, comunemente noto come ponte Morandi dal nome del progettista Riccardo Morandi, collegava l'est e l'ovest di Genova. L'autostrada a quattro corsie rappresentava un'importante arteria di transito verso la Francia e il porto di Genova, il più grande d'Italia. La struttura, inaugurata nel 1967 dopo circa cinque anni di lavori, ospitava fino a mille camion all'ora, oltre a un numero molto maggiore di auto.
Nel agosto 2020 è stata inaugurata una nuova opera progettata dall'archistar Renzo Piano, denominata Ponte San Giorgio, che ha sostituito il viadotto crollato.
Fonte: ORF.at
Source: ORF