Processo Ostro a Catanzaro: il gup ordina verifiche sulle chat criptate SkyECC

Per la prima volta in Italia, un giudice accoglie le istanze difensive sull'uso dei dati SkyECC e sugli Ordini Europei di Indagine in un maxi processo per mafia.

Processo Ostro a Catanzaro: il gup ordina verifiche sulle chat criptate SkyECC

Chat SkyECC nel maxi processo mafioso: il gup di Catanzaro dispone accertamenti

Il Tribunale di Catanzaro segna una possibile svolta nella giurisprudenza italiana sull'uso delle chat criptate nelle indagini penali. Lo scorso 19 gennaio, nel corso dell'udienza del processo Ostro — nato dall'operazione che aveva portato alla cattura di un pericoloso latitante e poi sfociato in un procedimento per associazione di tipo mafioso — il giudice per l'udienza preliminare ha accolto, per la prima volta in Italia, le istanze presentate dalla difesa in merito ai dati SkyECC e agli Ordini Europei di Indagine (OEI), come riferisce il Corriere della Calabria.

Le richieste sono state avanzate dagli avvocati Vincenzo Sorgiovanni, Mauro Ruga, Alessandro Bavaro e Giuseppe Gervasi. I legali hanno chiesto il congelamento del materiale investigativo raccolto in Francia tramite OEI, per impedire ulteriori trasformazioni o trasferimenti dei dati probatori. Hanno inoltre richiesto la verifica dell'esistenza di un provvedimento di riconoscimento o di esecuzione dell'OEI da parte delle autorità francesi nei confronti degli imputati.

Dalla risposta delle autorità francesi dipendono scenari di segno opposto. Se dalle carte emergesse l'esistenza di un'indagine a carico degli imputati in Francia, questi potrebbero attivare un rimedio giurisdizionale in quel Paese e ottenere la sospensione del procedimento francese, in forza di una questione pregiudiziale già sottoposta alla Corte di Giustizia dell'Unione europea nel settembre 2025.

Se invece non risultasse alcuna indagine aperta in Francia, gli imputati non avrebbero la possibilità di impugnare l'OEI nello Stato di esecuzione. Tale esito potrebbe configurare una violazione dei principi fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo — con la conseguente inutilizzabilità degli atti in Italia, sul modello di quanto già stabilito dalla Corte di Giustizia europea nel caso Encrochat.

Source: Corriere della Calabria