Corruzione elettorale aggravata: il tribunale di Genova manda a processo dodici persone

Il gup Morando ha disposto il dibattimento per l'ex collaboratore stretto di Toti e altri undici soggetti, nell'ambito dell'indagine sui presunti pacchetti di voti ottenuti dalla comunità riesina.

Corruzione elettorale aggravata: il tribunale di Genova manda a processo dodici persone

Corruzione elettorale aggravata: il tribunale di Genova manda a processo dodici persone

La magistratura genovese ha deciso di celebrare il processo penale nei confronti di una dozzina di persone coinvolte in una presunta trama di compravendita di consensi elettorali. A guidare il gruppo degli imputati c'è Matteo Cozzani, già primo cittadino di Portovenere e stretto collaboratore dell'ex numero uno della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice Morando. A Cozzani viene contestato di aver assicurato impieghi a fronte di voti raccolti tra i residenti di origine riesina, stanziati nel quartiere della Certosa. I consensi sarebbero stati indirizzati verso candidati della lista civica dell'allora governatore. Il reato contestato unisce la corruzione elettorale all'aggravante dell'agevolazione di un sodalizio criminale di tipo mafioso.

Anche altri tre imputati si trovano nella stessa situazione aggravata: i gemelli Arturo e Italo Testa, considerati esponenti della comunità siciliana, e Venanzio Maurici, precedentemente attivo nel sindacato della Cgil e indicato come punto di riferimento in città per il clan Cammarata. Per altri due, il consigliere regionale Anzalone e l'ex aspirante alla carica Cianci, l'accusa si ferma alla corruzione elettorale senza l'aggravante.

Il procedimento si inserisce nel più vasto filone investigativo che nella primavera del 2024 aveva portato all'arresto e alle successive dimissioni di Toti, poi uscito con un'intesa giudiziaria. La direzione dell'inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Manotti e al pubblico ministero Monteverde.

L'udienza di merito è fissata per il 16 settembre davanti alla sezione collegiale. Per metà degli imputati è stata rinviata al novembre prossimo la decisione circa l'ammissione al percorso di messa alla prova. A parte è stata trattata la vicenda di Paolo Piacenza, già dirigente dei porti di Genova e Savona e oggi alla guida dell'autorità portuale del Tirreno meridionale: il magistrato ha rimandato gli atti ai colleghi della Procura per una citazione diretta, visto che l'uomo è accusato di non aver segnalato un'occupazione abusiva di aree portuali.

Fonte: ANSA

Source: ANSA Cronaca