Quindicenne italiano detenuto a Malta collegato alla rete "764": accuse gravi
Un 15enne di Bari è detenuto a Malta dal 25 maggio per un falso allarme bomba. Secondo il Times of Malta, le autorità sospettano legami con la rete internazionale "764".

Quindicenne italiano a Malta: sospetti legami con la rete criminale online "764"
Il Fatto Quotidiano - Cronaca riporta che un quindicenne italiano originario di Bari, detenuto a Malta dal 25 maggio, sarebbe sospettato di avere legami con "764", la rete internazionale accusata di adescare minori online e spingerli ad atti di autolesionismo, violenza e sfruttamento sessuale. Il ragazzo era stato fermato inizialmente per un falso allarme bomba nella sua scuola.
Secondo il Times of Malta, che cita fonti vicine all'indagine, sui dispositivi elettronici del ragazzo gli investigatori avrebbero trovato video che farebbero emergere un possibile collegamento e una partecipazione attiva nel gruppo. Per il timore che potesse agire come reclutatore, il quindicenne sarebbe stato tenuto separato dagli altri giovani detenuti.
Il ministro dell'Interno maltese Glenn Bedingfield ha dichiarato che il ragazzo è "accusato di una vasta gamma di reati gravi, tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un'organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione". La settimana scorsa il padre aveva denunciato condizioni "illegali" della detenzione. I genitori non contestano le accuse ma sostengono che il figlio sia stato "trattato come un terrorista". L'udienza per la richiesta di libertà su cauzione è fissata per il 19.
La rete "764" e il giudizio di Europol
La rete "764" è considerata da Europol una "seria minaccia". In un rapporto pubblicato lo scorso novembre, l'agenzia europea ha descritto il gruppo come un network online decentralizzato, coinvolto nello sfruttamento dei minori, nell'estorsione informatica e in attività con modalità terroristiche. Il nome richiama il prefisso telefonico di Stephenville, negli Stati Uniti, città di origine del fondatore della rete.
Il gruppo adescherebbe soprattutto adolescenti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e comunità online, inducendoli a inviare immagini intime poi utilizzate per ricattarli. Le vittime verrebbero spinte a filmare atti di autolesionismo e, nei casi più estremi, a togliersi la vita. Europol ha segnalato che alcune vittime finiscono successivamente per diventare a loro volta autori di abusi, alimentando un "ciclo del trauma". La rete avrebbe inoltre legami ideologici con l'Order of Nine Angles, organizzazione occultista neonazista.
Un caso emblematico riguarda una tredicenne del Mato Grosso, morta suicida su istigazione di un gruppo di cinque minori poi arrestati in altrettanti stati del Brasile.
La posizione della famiglia
I genitori del ragazzo hanno riferito di aver notato cambiamenti nel comportamento del figlio a partire da febbraio-marzo, ritenendo che sia stato adescato mentre giocava online. Lo considerano una vittima che "è pur sempre un quindicenne che non deve essere solo isolato, ma semmai aiutato a reinserirsi". L'avvocato difensore Arthur Azzopardi non ha rilasciato commenti.
Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca