Tre fratelli romeni latitanti arrestati in Italia per skimming e riciclaggio
La Polizia di Stato ha catturato tre fratelli romeni ricercati tra Savona e Brescia, condannati per criminalità economica e informatica. Operavano in un'organizzazione attiva tra USA, Austria, Italia e Romania.

Latitanti scoperti tra Savona e Brescia: tre fratelli arrestati in esecuzione di mandati europei
La Polizia di Stato ha arrestato tre fratelli cittadini romeni tra il 22 luglio e il 21 agosto 2026, nelle province di Savona e Brescia. Lo riferisce Google News IT — Crime (it), riportando i dettagli diffusi dalla Questura di Savona. I tre, di 48, 49 e 51 anni, erano destinatari di Mandati di Arresto Europei emessi dall'autorità giudiziaria romena: erano stati condannati in via definitiva a pene tra cinque e sette anni di reclusione per gravi reati di criminalità economica e informatica, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti.
Secondo le risultanze investigative, i fratelli ricoprivano un ruolo di vertice in un'organizzazione criminale operante tra Stati Uniti, Austria, Italia e Romania. Il gruppo reclutava soggetti da inviare negli Stati Uniti per installare dispositivi di skimming — apparecchi elettronici illegali utilizzati per copiare i dati delle carte di credito e debito — sugli sportelli automatici. I dati così sottratti servivano per effettuare prelievi fraudolenti; il denaro veniva poi trasferito in Europa, occultato attraverso una rete articolata e reinvestito principalmente nel settore immobiliare, oltre che in automobili, viaggi e altri beni di lusso.
Le attività sul territorio nazionale sono state coordinate dallo SCO — Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato — con il coinvolgimento delle Squadre Mobili di Genova, Savona e Brescia.
Il primo arresto è avvenuto il 22 luglio a Millesimo, in provincia di Savona. Gli investigatori delle Squadre Mobili di Genova e Savona, al termine di prolungate attività di osservazione, hanno individuato l'abitazione in cui si nascondeva uno dei tre fratelli. L'uomo è stato trovato all'interno di un'intercapedine appositamente ricavata per eludere i controlli; aveva con sé documenti falsi e diversi telefoni cellulari.
Le ricerche degli altri due sono proseguite senza interruzione. Le indicazioni fornite dagli investigatori romeni, integrate con gli accertamenti condotti in Italia, hanno permesso di ricostruire la rete di protezione dei latitanti e di restringere progressivamente il perimetro delle ricerche alla provincia di Brescia.
Decisive si sono rivelate le tecniche tradizionali di polizia giudiziaria: appostamenti, pedinamenti e servizi di osservazione hanno trasformato le informazioni investigative in riscontri concreti sul campo. Il 21 agosto, dopo settimane di ricerche ininterrotte, gli agenti della Squadra Mobile di Brescia hanno individuato a Roè Volciano lo stabile in cui i due fratelli si erano rifugiati. Dopo avere osservato uno di loro uscire per fare acquisti e averne atteso il rientro, gli investigatori sono intervenuti arrestando entrambi.
La cattura dei tre rappresenta, secondo le autorità, il risultato di una cooperazione internazionale concreta e continuativa, fondata sulla capacità di condividere rapidamente informazioni operative oltre i confini nazionali, sotto il coordinamento dello SCO di Roma.
Source: Google News IT — Crime (it)