Taulant Toma arrestato a Tarragona: quattro evasioni, ora estradizione in Italia
Il 42enne albanese, evaso dal carcere di Opera il 7 dicembre 2025, è stato catturato dalla polizia spagnola in Catalogna dopo mesi di latitanza.

Il «mago delle evasioni» preso a Tarragona dopo la quarta fuga
Quattro carceri, quattro fughe da film — una in Belgio e tre in Italia — poi la trappola in Spagna. La corsa di Taulant Toma, 42 anni, albanese e tra i latitanti più ricercati dalla giustizia italiana, si è conclusa domenica a Tarragona, in Catalogna, dove la polizia nazionale spagnola lo ha arrestato. Lo riferisce ANSA Cronaca.
Toma era evaso il 7 dicembre 2025 dal settore di massima sicurezza del carcere di Opera, nel Milanese, segando le sbarre della cella e calandosi oltre la cinta con lenzuola annodate. Europol aveva diffuso il mandato di arresto con la sua descrizione: capelli rasati, un metro e ottanta di altezza, corporatura robusta, tatuaggi e una profonda cicatrice sul volto.
Fermato su una Golf con quattro connazionali
Dopo la fuga si era trasferito a Tarragona, stabilendosi nel quartiere di Campclar, zona ad alta densità criminale, sotto falso nome e — secondo gli investigatori — protetto da una rete della mafia albanese dedita al traffico di droga. Gli agenti dell'Udef, il Gruppo per la criminalità economica e fiscale della polizia spagnola, lo hanno intercettato mentre viaggiava su una Volkswagen Golf insieme a quattro connazionali.
Al momento del fermo Toma ha tentato di nascondere la propria identità presentando documenti falsi, intestati a un altro albanese con precedenti a Girona per detenzione di armi ed esplosivi. Non è bastato. «Era lui il nostro obiettivo, lo abbiamo riconosciuto e bloccato, mentre intorno ha cominciato a riunirsi una folla», ha dichiarato all'ANSA l'ispettore capo dell'Udef di Tarragona, che ha coordinato l'operazione.
Toma ha opposto resistenza. Alcuni complici sono fuggiti; uno di loro avrebbe tentato di impedire l'arresto colpendo due agenti, per poi dileguarsi dopo essersi liberato di un'arma, successivamente recuperata dalla polizia catalana. Toma è ora detenuto nel penitenziario di Mas d'Enric a Tarragona, in attesa dell'estradizione in Italia, sotto stretta sorveglianza. Gli investigatori indagano sulla rete di connazionali che potrebbe averne favorito la latitanza. Aveva avviato anche una relazione con una cittadina spagnola di origini arabe, 35 anni, che sarebbe stata del tutto all'oscuro della sua reale identità.
Una carriera di fughe iniziata a Terni nel 2009
La leggenda del «mago delle evasioni» comincia il 9 ottobre 2009, quando Toma ha 25 anni ed è detenuto nel carcere di Terni per rapina aggravata. Durante una partita di calcio nel cortile, sfrutta un varco nella rete e, con lenzuola annodate, supera il muro di cinta. La latitanza dura 74 giorni e si chiude in un residence di Casarile, nel Pavese, dove viene catturato insieme al cugino Erjis Kuni, ritenuto suo fiancheggiatore.
Il copione si ripete il 2 febbraio 2013 nel carcere di Parma. Toma evade di nuovo, questa volta con il connazionale Valentin Frokkaj: i due segano le sbarre della cella, annodano le lenzuola e si calano oltre la cinta. L'evasione riaccende le polemiche sulla sicurezza degli istituti penitenziari e sulle carenze di organico tra gli agenti, oltre a un'inchiesta interna.
Catturato in Belgio mesi dopo, finisce nel carcere di Lantin, vicino a Liegi. Ma il 14 dicembre 2013 arriva la terza fuga, la più rocambolesca: secondo le cronache dell'epoca, alcuni detenuti formano una piramide umana che gli consente di scavalcare il muro dell'istituto. All'esterno lo attende un'auto con complici.
La quarta evasione, quella da Opera nel dicembre 2025, riprende lo stesso schema delle precedenti: sbarre segate, lenzuola annodate, buio della notte. Per il «mago delle evasioni» la cella di Mas d'Enric si è richiusa. La procedura di estradizione verso l'Italia è in corso.
Source: ANSA Cronaca