Arrestato amministratore a Torino: quasi un milione sottratto per Ferrari e Rolex

Fasano Console, 53 anni, è stato arrestato il 4 settembre dalla Guardia di Finanza con l'accusa di appropriazione indebita e autoriciclaggio per quasi un milione di euro.

Arrestato amministratore a Torino: quasi un milione sottratto per Ferrari e Rolex

Arrestato il gestore del palazzo storico in piazza CLN: accuse per quasi un milione di euro

La Guardia di Finanza ha arrestato il 4 settembre Fasano Console, 53 anni, originario di Foggia ma residente a Torino, con l'ipotesi di accusa di appropriazione indebita e autoriciclaggio. Secondo quanto riporta torino.corriere.it, l'uomo avrebbe sottratto complessivamente 939.987,09 euro dai conti correnti di una famiglia di cui gestiva il patrimonio — una madre e due figli — dirottando parte del denaro verso acquisti personali: tra questi una Ferrari, diverse moto di lusso e alcuni Rolex.

I militari si sono presentati verso l'ora di pranzo presso l'immobile al centro dell'indagine, un palazzo storico degli anni Trenta affacciato su piazza CLN, ai civici 235 e 243, sei piani e due scale. Hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Antonio Borretta, documento di quasi 400 pagine che riassume l'inchiesta coordinata dalla pubblica ministera Elisa Buffa.

I soldi: canoni di locazione e fido bancario

Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle, le somme sottratte provenivano in larga parte dai canoni di locazione versati dagli inquilini dell'immobile e da una quota di un fido bancario da 1,5 milioni di euro destinato alla ristrutturazione dell'edificio. L'indagato avrebbe omesso di riversare tali importi sui conti della famiglia proprietaria, trattenendoli per uso personale.

A questo si aggiunge la seconda contestazione: lo spostamento del denaro su altri conti e l'investimento in diverse attività, finalizzato — secondo l'accusa — a «ostacolare concretamente l'identificazione della provenienza illecita» delle somme. Gli inquirenti parlano dunque di autoriciclaggio.

La difesa: «Tutto falso, vicenda complessa»

Console, difeso dall'avvocato Wilmer Perga, respinge ogni addebito. La sua versione è che l'arresto giunga al termine di una vicenda lunga anni, segnata da procure firmate e poi revocate, acquisti intestati ad altri e accuse incrociate. L'indagine ha preso le mosse dalla denuncia presentata il 27 aprile 2023 da uno dei due fratelli, che in quella data aveva revocato la procura generale al gestore.

Il palazzo, tra vandalismi e sfratti

Sullo sfondo dell'indagine si staglia la storia tormentata dell'immobile, ristrutturato dall'architetto Piacentini negli anni Trenta e sottoposto a vincolo sia all'esterno sia all'interno. L'edificio è stato teatro di dispetti, ingiunzioni, querele e cause civili tra inquilini, gestore e proprietà. Gli ascensori erano rimasti fermi per mesi dopo atti di vandalismo, con una stima di riparazione di quasi mezzo milione di euro. Tra i locatari figuravano studi professionali e privati, alcuni morosi, altri già destinatari di provvedimenti di sfratto. Console aveva in passato denunciato danni provocati da piante sui terrazzi e impianti di irrigazione non autorizzati.

Il mistero delle 3.000 pipe

Gli inquirenti segnalano un ulteriore filone: una presunta appropriazione indebita commessa in concorso con altre due persone, riguardante 3.000 pipe dal valore complessivo stimato in circa 180.000 euro. Console nega anche questo, attribuendo la vicenda al deteriorarsi dei rapporti professionali con la famiglia committente.

L'indagato sarà ora chiamato a rispondere delle accuse davanti ai magistrati.

Source: Google News IT — Crime (it)

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