Femminicidio a Firenze: Lorena Isceri gettata dal cavalcavia dall'ex fidanzato
Lorena Isceri, 46 anni, ha chiamato il 112 dal bagagliaio del suo Suv dove era stata rinchiusa dall'ex fidanzato Federico Vella, che l'ha poi uccisa e si è suicidato.

Chiamata di soccorso dal bagagliaio, poi il volo dal cavalcavia: Lorena uccisa dall'ex
Google News IT — Crime (it) riporta i dettagli di un femminicidio avvenuto giovedì 4 settembre nel Fiorentino, all'altezza di Barberino di Mugello: Lorena Isceri, 46 anni, originaria di Lecce, è stata uccisa dall'ex fidanzato Federico Vella, 36 anni, fiorentino, che l'ha scaraventata dal cavalcavia sull'autostrada A1 Panoramica a oltre 40 metri di altezza, per poi togliersi la vita davanti agli agenti della polizia stradale.
Non risultano denunce né querele pregresse. Gli investigatori della squadra mobile fiorentina, diretta da Domenico Balsamo e coordinata dal pm di turno Antonio Natale, parlano fin dalle prime battute di una violenza pianificata.
L'agguato nel garage di Rifredi
Secondo la ricostruzione della polizia, Vella — manager in una ditta di autonoleggi — si era nascosto nel garage del quartiere Rifredi, zona popolare di Firenze, dove Isceri parcheggiava abitualmente il suo Suv. La donna lavorava in una ditta di marketing per una società di veterinari. La coppia aveva vissuto una rottura: lei lo aveva lasciato, lui non aveva accettato la separazione.
Non appena Isceri ha parcheggiato il veicolo, Vella è comparso all'improvviso. L'avrebbe aggredita e probabilmente stordita, per poi legarle le gambe con fascette da elettricista e immobilizzarle le mani davanti al corpo. L'ha quindi gettata nel bagagliaio del Suv insieme al suo zainetto, che conteneva il cellulare.
La telefonata al 112: venti minuti dal bagagliaio
Ripresasi dallo choc, Isceri ha trovato il cellulare nello zainetto, lo ha sbloccato e ha cominciato a chiamare. Prima la madre, poi un amico: in entrambi i casi la linea è caduta. È riuscita infine a contattare il 112. La sala operativa della Questura di Firenze ha compreso immediatamente la gravità della situazione e ha raccolto le prime informazioni: l'identità della donna, quella dell'aggressore, il mezzo su cui viaggiavano, la targa, l'eventuale presenza di armi. La telefonata è durata circa venti minuti, poi la linea si è interrotta.
La polizia ha geolocalizzato il cellulare, rilevando che il veicolo si trovava in quel momento sull'autostrada A1. L'incrocio con le immagini delle telecamere di sicurezza — che avevano già registrato targa e modello del Suv — ha permesso alla polizia stradale di confermare la posizione del mezzo e di avviarne l'inseguimento.
Il cavalcavia, la pattuglia e il lancio nel vuoto
Una pattuglia ha individuato il Suv fermo sul cavalcavia. Poco prima Vella aveva aperto il bagagliaio. «Che cosa stai facendo?», avrebbe detto a Isceri, che ancora teneva in mano il cellulare: la frase è stata registrata dalla centrale operativa. A quel punto l'uomo ha gettato la donna nel vuoto, da un'altezza di oltre 40 metri.
Gli agenti, giunti sul posto con la bodycam attivata, hanno trovato Vella ancora sul cavalcavia. «Cosa hai fatto?», gli hanno chiesto. «Mi ha tradito, mi ha trattato male, mi ha aggredito», avrebbe risposto l'uomo, per poi lanciarsi nel vuoto a sua volta.
Il 118, intervenuto pochi minuti dopo, non ha potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi. Il cavalcavia si trova sull'A1 Panoramica, nel tratto rimasto chiuso per ore tra il bivio con l'A1 Direttissima e Roncobilaccio — lo stesso punto dove anni fa morirono tre operai in un incidente sul lavoro.
Indagini: nessun precedente, autopsia disposta
La squadra mobile ha avviato i primi accertamenti. Non emergono precedenti di polizia a carico di Vella né alcuna denuncia sporta dalla vittima nei suoi confronti. La Procura ha disposto il trasferimento delle due salme all'ospedale di Careggi, dove saranno sottoposte ad autopsia e a esame tossicologico.
La polizia ha perquisito le abitazioni di entrambi e sequestrato i rispettivi cellulari. Una volta che la polizia postale riuscirà ad accedere ai dispositivi, l'obiettivo sarà ricostruire con la massima precisione la dinamica degli eventi e quanto si svolgeva nella mente dell'uomo nelle ore precedenti al delitto.
Source: Google News IT — Crime (it)