Hackers violano Revolut con PEC della Prefettura di Reggio Calabria: indagine aperta

La Procura di Reggio Calabria indaga su un attacco informatico a Revolut tramite email istituzionale compromessa. Il gruppo "iamnotavillain" chiede 3 milioni di dollari di riscatto.

Hackers violano Revolut con PEC della Prefettura di Reggio Calabria: indagine aperta

Inchiesta a Reggio Calabria sull'attacco hacker a Revolut tramite PEC ministeriale

La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un fascicolo sul caso Revolut, la banca digitale britannica i cui sistemi sono stati compromessi da un gruppo di hacker che ha operato sfruttando una casella di posta elettronica certificata (PEC) appartenente alla Prefettura di Reggio Calabria. Lo riporta tg24.sky.it. Il reato ipotizzato è quello previsto dall'articolo 615 ter comma 3 del codice penale: intrusione in un sistema informatico di pubblico interesse.

Sull'episodio si è attivata anche la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, competente quando la violazione riguarda un ente governativo. La Polizia postale ha depositato una prima informativa che descrive un'operazione di elevata sofisticazione tecnica. Gli inquirenti stanno cercando di stabilire se la PEC della Prefettura sia stata effettivamente compromessa o semplicemente clonata.

Il gruppo "iamnotavillain" e la rivendicazione pubblica

Il collettivo criminale, che opera sotto il nome "iamnotavillain", ha contattato il Financial Times via Telegram rivendicando l'attacco. Secondo quanto dichiarato al quotidiano della City, il gruppo avrebbe ottenuto dati riservati di circa 700 clienti Revolut impersonando per mesi agenti delle forze dell'ordine italiane e inviando alla banca richieste formali di indirizzi, numeri di telefono e cronologie di transazioni attraverso il sistema PEC compromesso.

Il gruppo afferma inoltre di detenere circa 147 gigabyte di dati interni delle forze dell'ordine italiane e ha avanzato una richiesta di riscatto pari a 6.000 XMR — equivalenti a circa 3 milioni di dollari — con un ultimatum di 24 ore, minacciando altrimenti di vendere le informazioni ad altre organizzazioni criminali. La sigla XMR indica la criptovaluta Monero, scelta frequentemente per scopi illeciti in ragione della difficoltà a tracciarne le transazioni.

Il Financial Times ha sottolineato come la richiesta pubblica di estorsione rappresenti una modalità inusuale: i gruppi hacker internazionali ricorrono abitualmente a pressioni private, rendendo noti i dati sottratti sul dark web solo in caso di mancato pagamento. In questo caso il messaggio è stato invece inviato direttamente alla testata. Dopo la pubblicazione, il giornale ha ricevuto anche immagini video — con autodistruzione programmata dopo 60 secondi — che mostrerebbero movimenti in rete attraverso cache contenenti presunti documenti prelevati da Revolut. Il gruppo ha comunicato al Financial Times di non aver avviato alcun negoziato con la banca e di aver scelto per la prima volta la strada del ricatto pubblico.

I dati violati: 680 correntisti europei

Complessivamente, l'intrusione avrebbe compromesso i dati personali — ma non i fondi — di circa 680 correntisti della banca digitale residenti in diversi Paesi europei. Le informazioni sottratte includerebbero coordinate di passaporti, patenti di guida, altri documenti d'identità e fotografie verificate.

Il Garante della Privacy attiva i controlli

L'Autorità Garante della Privacy ha disposto una verifica immediata sulle eventuali vulnerabilità nei sistemi di accesso degli istituti bancari italiani, con l'obiettivo di accertare se vi siano stati ulteriori tentativi di infiltrazione analoghi al caso Revolut. Il Garante ha inviato una comunicazione alla rete dei responsabili della protezione dati (DPO) degli istituti bancari, invitandoli a condurre una verifica interna e a segnalare tempestivamente eventuali falle riscontrate.

L'Autorità si è inoltre mossa sul piano europeo, attivando un canale di scambio informativo con l'omologa autorità lituana — paese in cui Revolut ha la propria sede legale principale — per rafforzare l'azione di contrasto coordinata. È stato aperto anche un confronto con il Ministero dell'Interno per inquadrare la vicenda in modo più approfondito, stabilire se altre banche o istituti finanziari siano stati coinvolti, e circoscrivere l'entità complessiva dei dati compromessi.

Source: Google News IT — Crime (it)

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