Tre coltellate mortali: Lorenzo Cristea morì in un minuto, processo a Treviso

Il medico legale Alberto Furlanetto ha ricostruito in aula come Lorenzo Cristea, 20 anni, morì in meno di un minuto per una coltellata all'aorta. Due giovani di origine marocchina sono a processo a Treviso.

Tre coltellate mortali: Lorenzo Cristea morì in un minuto, processo a Treviso

Omicidio alla Baita al Lago: il perito ricostruisce la morte di Lorenzo Cristea

Lorenzo Cristea, ventenne di Trebaseleghe, morì in meno di un minuto nella notte del 3 maggio 2025, colpito da tre fendenti al torace nei pressi della Baita al Lago. Lo ha riferito tribunatreviso.it, riprendendo la deposizione del medico legale Alberto Furlanetto, anatomopatologo trevigiano chiamato a testimoniare nel corso della terza udienza del processo presso il tribunale di Treviso.

Furlanetto ha spiegato che Cristea fu colpito due volte ai polmoni e una volta al cuore, con quest'ultima ferita a risultare decisiva: la lama recise l'aorta, provocando un'emorragia interna massiva che rese impossibile qualsiasi intervento. Anche un soccorso immediato non avrebbe potuto salvare il giovane da quella ferita. Le due coltellate ai polmoni avrebbero invece lasciato aperta, in teoria, una piccola finestra di sopravvivenza in caso di intervento medico rapidissimo. La corsa disperata all'ospedale di Castelfranco non servì a nulla.

In autopsia era emerso anche un quarto fendente alla mano destra della vittima, classificato dal perito come ferita da difesa, priva di conseguenze letali. Gli esami tossicologici hanno accertato che Cristea aveva un tasso alcolemico di 1,3 grammi per litro di sangue al momento della tragedia.

Gli imputati e le tesi difensive

A processo figurano Badr Rouaji, assistito dall'avvocato Fabio Crea, e Taha Bennani, difeso dagli avvocati Paola Miotti e Fabio Targa. I due giovani di origine marocchina sono accusati dell'omicidio di Cristea, nonché di tentato omicidio e lesioni nei confronti degli amici della vittima.

L'udienza si è concentrata anche sulla compatibilità delle ferite con il coltello a serramanico sequestrato dai carabinieri pochi minuti dopo il delitto. Le posizioni dei difensori sono nettamente divergenti. L'avvocato Crea ha sottolineato che «le dichiarazioni di Furlanetto hanno confermato la compatibilità delle ferite mortali con la lama del coltello sequestrato, sul quale non ci sono tracce genetiche del mio assistito Badr, ma di altri soggetti», aggiungendo come elemento rilevante «l'assenza di tracce di sangue nei suoi vestiti».

Di parere opposto l'avvocato Targa, che ha evidenziato come dalla testimonianza del medico legale «sia risultata chiara la piena compatibilità del movimento dal basso verso l'alto, che Badr compie — come emerge dal filmato visionato in aula — con i tre colpi al torace del ragazzo ucciso».

Anche gli amici della vittima rimasti feriti

L'udienza ha trattato inoltre le lesioni subite da Emanuele Biliato e Alessandro Bortolami, amici di Cristea e co-imputati per rissa. Biliato riportò un solo fendente alla scapola destra, inferto alle spalle; Bortolami fu colpito con quattro coltellate al torace e ai fianchi, fortunatamente poco profonde.

Il processo riprenderà in aula nel mese di ottobre.

Source: Google News IT — Crime (it)

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