Chico Forti ottiene la semilibertà: continua il volontariato nel Veronese

Il tribunale ha concesso la semilibertà a Chico Forti, condannato all'ergastolo negli Usa. La decisione cambia poco rispetto alla routine già avviata da dicembre.

Chico Forti ottiene la semilibertà: continua il volontariato nel Veronese

Semilibertà per Chico Forti: il tribunale approva, attesa per la condizionale

Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. Lo riferisce repubblica.it, precisando che la decisione del tribunale non stravolge la routine che l'uomo segue già da diversi mesi: dal dicembre scorso svolge 40 ore settimanali di volontariato presso un'azienda agricola nel Veronese, uscendo ogni mattina dal carcere di Montorio — dove è detenuto dal suo arrivo in Italia nel maggio 2024 — per rientrare la sera. Lo stesso schema proseguirà ora in regime di semilibertà, con il programma definitivo affidato alla direzione dell'istituto.

Forti, nato a Trento nel 1959, spera di poter visitare più spesso la madre anziana che vive ancora nel capoluogo trentino. Dal punto di vista giudiziario, resta aperta la questione della libertà condizionale, richiesta l'anno scorso e il cui esame potrebbe svolgersi già nei primissimi mesi del 2027. Una precedente istanza era stata respinta a settembre 2025: il Tribunale di Sorveglianza aveva motivato il rigetto sottolineando l'assenza di «sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima», oltre al «mancato risarcimento del danno, anche solo parziale».

Il caso: dall'omicidio di Miami al ritorno in Italia

Forti fu condannato all'ergastolo senza possibilità di condizionale nel 2000 negli Stati Uniti per la morte di Anthony "Dale" Pike, ucciso con un colpo d'arma da fuoco alla testa nel 1998 a Miami. Pike si era recato in Florida per discutere una proposta commerciale tra Forti e suo padre Tony Pike, che aveva accettato di vendergli un resort a Ibiza — lo stesso in cui Freddie Mercury dei Queen festeggiò il suo 41° compleanno negli anni Ottanta.

L'accusa sostenne che Tony Pike soffrisse di demenza e che Forti avesse cercato di approfittarne. Messo sotto pressione, Forti ammise di aver prelevato Pike all'aeroporto, ma ha sempre negato di avergli sparato, affermando di averlo lasciato in un ristorante. Si è sempre dichiarato innocente. Il caso ha diviso per anni l'opinione pubblica italiana tra innocentisti e colpevolisti. Dell'innocenza di Forti è convinto anche Bradley Pike, fratello di Dale, che lo ha incontrato lo scorso maggio nell'ambito di un programma di giustizia riparativa: un colloquio di quattro ore, a cui ne è seguito un secondo a distanza di pochi giorni.

Forti aveva lasciato il Trentino nel 1992, dopo una vincita al quiz televisivo Telemike, per intraprendere la carriera di produttore televisivo in Florida.

Il rientro in Italia e le polemiche

Forti era rientrato in Italia a bordo di un aereo messo a disposizione dal governo, atterrato all'aeroporto di Pratica di Mare, dove ad attenderlo c'era la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Un risultato frutto dell'impegno diplomatico di questo governo, della collaborazione con lo Stato della Florida e con il governo degli Stati Uniti che ringrazio. È un giorno di gioia per Chico, per la sua famiglia, per tutti noi», aveva dichiarato Meloni. L'accoglienza aveva generato polemiche politiche, così come un'intervista concessa a Bruno Vespa.

In seguito alle dichiarazioni di un detenuto condannato per reati legati alla 'ndrangheta — che aveva riferito di aver sentito una conversazione in cui Forti avrebbe chiesto di «mettere a tacere» il giornalista Marco Travaglio, la blogger Selvaggia Lucarelli e Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di Polizia Penitenziaria — la Procura di Verona aveva aperto un fascicolo. Le indagini si sono concluse con una richiesta di archiviazione.

Source: Google News IT — Crime (it)

Read this article in English