Delitto Poggi, Sempio verso il rinvio a giudizio: le nuove consulenze della Procura di Pavia

La Procura di Pavia chiude l'inchiesta su Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi del 2007. Disposte nuove perizie su tracce genetiche e reperti scientifici.

Delitto Poggi, Sempio verso il rinvio a giudizio: le nuove consulenze della Procura di Pavia

Delitto di Garlasco, svolta nella riapertura dell'indagine

La Procura di Pavia ha concluso una nuova fase investigativa sul delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. Secondo la Repubblica, il prossimo passaggio procedurale per Andrea Sempio, 38 anni, punta verso il rinvio a giudizio. L'indagato ha sempre negato ogni coinvolgimento.

Nei mesi scorsi, gli inquirenti hanno disposto integrazione di consulenze: indagini genetiche, antropometriche, dattiloscopiche e medico-legali. È stata richiesta anche una nuova perizia psichiatrica, sospendendo l'incarico allo psichiatra già designato. Il fascicolo investigativo è ora in corso di notifica alla difesa di Sempio, che avrà 21 giorni dalla comunicazione per depositare memorie, documenti o consulenze controcrimine.

La fase della discovery

La notificazione dell'avviso consente a tutte le parti di accedere integralmente agli atti e agli elementi raccolti dalla Procura. Gli avvocati di Sempio potranno esaminare il materiale su cui si basano le accuse, produrre controdeduzioni e richiedere ulteriori indagini. Lo stesso diritto spetta ai legali della famiglia Poggi e ai rappresentanti di Alberto Stasi, definitivamente condannato a 16 anni per lo stesso omicidio e indicato come "terzo interessato" nel procedimento.

Questo momento riveste particolare importanza: consentirà alle parti di verificare quali elementi siano stati inseriti nel fascicolo e quale interpretazione la Procura ne dia, riducendo la rilevanza delle anticipazioni emerse durante i lavori investigativi.

I nuovi accertamenti scientifici

Tra i testimoni ascoltati negli ultimi giorni figura Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma. Il 25 settembre Garofano è stato sentito per oltre un'ora e mezza. Ha confermato l'incontro senza entrare nel merito dei contenuti discussi. Secondo le ricostruzioni stampa, gli investigatori hanno analizzato aspetti specifici degli accertamenti scientifici del 2007, inclusi i reperti dai pedali della bicicletta di Stasi e le relative analisi genetiche.

I periti che assolsero Stasi nel processo abbreviato di primo grado avevano stabilito che le tracce sui pedali appartenevano alla vittima. La nuova indagine si sarebbe concentrata anche sull'interpretazione di reperti e dati genetici grezzi. Tra gli elementi discussi figura la natura di materiale rinvenuto su un reperto: precedentemente indicato come sudore, ora oggetto di rivalutazione.

Garofano, che è stato consulente della difesa Sempio, aveva già espresso pubblicamente dubbi sulla consistenza degli elementi scientifici attribuiti all'indagato, definendoli "deboli se non nulli". Nei giorni scorsi sono stati sentiti anche alcuni militari che avevano partecipato alle indagini del 2017.

Il rinvio a giudizio non è automatico

La chiusura dell'inchiesta non comporta automaticamente l'apertura di un processo. Una volta ricevute e esaminate le memorie e le consulenze depositate dalla difesa, la Procura dovrà assumere una decisione formale. Potrà chiedere il rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato se riterrà che gli elementi raccolti sostengano l'accusa in aula, oppure adottare una diversa determinazione prevista dalla procedura.

Nel caso di richiesta di rinvio a giudizio, sarà il giudice per l'udienza preliminare a pronunciarsi sulla prosecuzione del procedimento. La richiesta della Procura non equivale a condanna né stabilisce definitivamente la responsabilità dell'indagato. In caso di rinvio a giudizio – salvo proscioglimento in sede preliminare – la Corte d'assise deciderà nel merito.

Le aggravanti contestate

A Sempio vengono contestate aggravanti significative: la crudeltà (i 12 colpi infierti alla vittima) e i motivi abbietti, ovvero il presunto rifiuto opposto da Chiara Poggi a un approccio di natura sessuale. Per confronto, Stasi era stato condannato per omicidio a 24 anni, pena ridotta di un terzo per il rito abbreviato. Nel processo d'appello bis, la procuratrice generale Laura Barabini aveva chiesto 30 anni, sostenendo che l'allora studente aveva agito con crudeltà.

Possibili riflessi sulla condanna di Stasi

Un'eventuale prosecuzione dell'inchiesta nei confronti di Sempio potrebbe avere implicazioni anche sul procedimento relativo a Stasi. Il collegamento tra i due piani giudiziari dipenderebbe però dagli sviluppi concreti e dalle iniziative assunte sul fronte della revisione della sua condanna. Si tratta di scenari successivi, subordinati alle decisioni della Procura e successivamente dell'autorità giudiziaria.

Il primo passaggio rimane la chiusura formale dell'inchiesta e la disclosure del fascicolo alle parti. Solo dopo l'esame degli atti e la presentazione delle osservazioni difensive sarà possibile comprendere quale direzione prenderà la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

Source: la Repubblica

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