Donna ragusana salvata a Palermo: segregata e picchiata dal marito al Cairo

Una donna di Ragusa è stata liberata all'aeroporto di Palermo dopo anni di violenze in Egitto. Il marito egiziano è stato denunciato per maltrattamenti e resistenza a pubblico ufficiale.

Salva all'aeroporto Falcone Borsellino dopo anni di abusi al Cairo

Una donna ragusana è stata liberata nella notte tra il 29 e il 30 agosto all'aeroporto di Palermo, al suo arrivo dall'Egitto con il marito. Lo riporta Il Fatto Quotidiano - Cronaca: gli agenti della Polaria sono intervenuti dopo essere stati allertati da una zia della vittima, residente in Francia, alla quale la donna aveva raccontato le violenze subite.

Per farsi riconoscere dagli agenti, la donna ha utilizzato il segnale convenzionale di richiesta di aiuto: le quattro dita di una mano chiuse. L'uomo è stato identificato e denunciato per maltrattamenti in famiglia e, a seguito della sua reazione nei confronti degli agenti, anche per resistenza a pubblico ufficiale. La vittima è stata trasferita in una casa protetta. L'operazione è stata coordinata dalla Procura di Palermo.

I coniugi avevano vissuto per un periodo tra Palermo e Ragusa, prima di trasferirsi in Egitto. Le visite mediche effettuate dal medico dello scalo e poi al Policlinico di Palermo hanno evidenziato i segni delle violenze. La donna è stata ascoltata dagli inquirenti — coordinati dal procuratore Maurizio de Lucia e dall'aggiunta del dipartimento Fasce deboli, Laura Vaccaro — in ambiente protetto, alla presenza di una psicologa.

La vittima ha riferito di essersi sposata più di dieci anni fa e di essere andata a vivere al Cairo, dove è iniziato il suo calvario. Picchiata per ogni errore, le era vietato usare il telefono e uscire senza il marito; non poteva lavorare né disporre di denaro, ed era costretta a rapporti sessuali contro la sua volontà. Questa situazione sarebbe andata avanti almeno dal 2017.

A spingerla alla fuga è stata la decisione del marito di cederla in moglie a un altro uomo in cambio di denaro. La donna si è procurata un telefono e, sfruttando reti wi-fi pubbliche o gratuite per mancanza di risorse economiche, ha contattato la zia in Francia. Quest'ultima ha allertato la polizia, che ha predisposto l'intervento all'aeroporto Falcone Borsellino sotto il coordinamento della Procura di Palermo.

Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca

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