Lorena Isceri chiamò il 112 dal bagagliaio: venti minuti al telefono prima di essere gettata dal viadotto

Lorena Isceri, 47 anni, riuscì a chiamare il 112 mentre era rinchiusa nel bagagliaio dell'auto dall'ex compagno Federico Vella, poi la lanciò dall'A1.

Tre telefonate dal bagagliaio, poi il silenzio

Lorena Isceri aveva il telefono in mano quando Federico Vella aprì il bagagliaio del Suv sul cavalcavia del viadotto Lora dell'A1. Dalla centrale operativa della questura di Firenze fu registrata anche la sua voce: "Che cosa stai facendo?", avrebbe detto l'uomo. Pochi istanti dopo, la donna — 47 anni, dirigente d'azienda — veniva scaraventata nel vuoto da un'altezza di oltre quaranta metri.

Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano - Cronaca, Lorena aveva tentato tre volte di chiedere soccorso prima di quella scena. La prima chiamata era diretta alla madre: la comunicazione si interruppe quasi subito. La seconda a un amico: anche quella cadde. Al terzo tentativo riuscì a raggiungere il 112, mettendosi in contatto con la centrale operativa fiorentina. "Federico mi ha rapita, vuole uccidermi", disse.

Venti minuti in linea con la polizia

Per circa venti minuti Lorena rimase al telefono con gli operatori. Questi, compresa immediatamente la gravità della situazione, cercarono di raccogliere ogni informazione utile: l'identità della donna, quella dell'uomo, il veicolo, la targa, l'eventuale presenza di armi. Il cellulare continuava a trasmettere segnale e la polizia riuscì a geolocalizzarlo, individuando il mezzo in movimento sull'autostrada. Scattò l'allerta alla polizia stradale; l'incrocio con le immagini delle telecamere confermò la posizione del Suv.

Poi la linea cadde. La questura tentò più volte di ristabilire il contatto, senza riuscirci. Secondo una prima ipotesi investigativa, Vella potrebbe aver scoperto che Lorena stava parlando con la polizia. Quando una pattuglia individuò il Suv fermo sul cavalcavia, la donna era ancora viva. Secondi dopo, il lancio nel vuoto.

La relazione conclusa, la paura non denunciata

La relazione tra Lorena e Vella, 36 anni, si era conclusa qualche settimana prima, dopo una vacanza in Grecia. Non risultano denunce pregresse. Un'amica della vittima ha raccontato alla Nazione di averla avvisata: "L'avevo avvisata che l'avrebbe aspettata sotto casa. Fino a ieri le avevo chiesto di andare dalle forze dell'ordine, di denunciare. Ma lei mi rispondeva che ne sarebbe uscita da sola. Era una donna eccezionale, mentre lui si era rivelato un dottor Jekyll e Mr. Hyde."

La madre di Lorena, intervistata da Sky e Rai, ha confermato che la figlia aveva paura dell'ex. "Aveva paura, infatti era stata giù da noi — in Puglia — pure perché aveva troppo paura." L'ultima volta che le aveva parlato era stata la mattina del giorno dell'aggressione, alle dieci e mezzo: "Era tranquilla." Alla domanda sul perché la figlia non avesse sporto denuncia, la madre ha risposto: "Non voleva danneggiarlo, con la denuncia c'erano delle conseguenze anche penali, avevano detto, non lo so."

Vella arrestato sul cavalcavia

Quando gli agenti raggiunsero Vella sul cavalcavia, l'uomo avrebbe pronunciato parole di accusa verso l'ex compagna: "Mi ha tradito, mi ha trattato male, mi ha aggredito." Gli inquirenti stanno ora valutando l'ipotesi di premeditazione del femminicidio.

Lunedì 7 settembre è prevista l'autopsia sulla salma di Lorena per stabilire se la morte sia sopraggiunta in seguito alla caduta dal viadotto o in un momento precedente. Sarà disposta anche un'autopsia sul corpo di Vella.

Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca

Read this article in English