Milano: scontri al Duomo, 60 fermati durante proteste contro carovita

Centinaia di giovani hanno scatenato guerriglia urbana nel centro di Milano durante manifestazione contro il caro benzina e fiscalità. Decine di feriti e negozi devastati; metà dei fermati sono minorenni.

Milano: scontri al Duomo, 60 fermati durante proteste contro carovita

Caos nel centro di Milano durante manifestazione

Sabato 17 ottobre una protesta organizzata dal movimento "Italia in Piazza" contro il carovita si è trasformata in guerriglia urbana nel capoluogo lombardo. Secondo tg24.sky.it, centinaia di giovanissimi vestiti di nero hanno occupato piazza Duomo, costringendo le forze dell'ordine ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, transenne e bottiglie. Il bilancio registra almeno una decina di feriti tra gli agenti, circa venti tra i manifestanti e oltre sessanta giovani fermati, metà dei quali minorenni.

La manifestazione era stata diffusa sui canali social, in particolare TikTok, dal movimento "Italia in Piazza". La Questura era informata e non considerava l'appuntamento preoccupante alla vigilia. La situazione è degenerata poco dopo l'avvio della protesta, quando gruppi frammentati di giovani hanno preso il sopravvento sulla manifestazione principale.

Escalation in via Broletto e via Mazzini

Gli scontri hanno avuto inizio in via Broletto con lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti schierati. Successivamente in via Mazzini è ripreso un fitto e continuo lancio di pietre, con le forze dell'ordine che hanno risposto con lacrimogeni. Alcuni manifestanti hanno incendiato cassonetti. Nel tardo pomeriggio la violenta guerriglia si è concentrata in piazza Duomo, dove i manifestanti hanno sfruttato l'ampiezza della piazza per attaccare le forze dell'ordine e indietreggiare rapidamente. Gli attacchi erano repentini, con lanci di sassi e transenne seguiti da fughe immediate. Un bagno chimico è stato dato alle fiamme. La polizia ha utilizzato anche un cannone ad acqua per disperdere i ragazzi.

Saccheggi tra Vittorio Emanuele e San Babila

Devastazioni si sono registrate anche tra corso Vittorio Emanuele II e San Babila, dove un gruppo di manifestanti a volto coperto ha preso di mira diversi negozi, distruggendo le vetrine a colpi di mazza e sassate. Il negozio di Foot Locker è stato tra i principali bersagli, con alcuni manifestanti che hanno tentato di entrare per sottrarre merce. Una gazzella dei Carabinieri è stata distrutta, con parabrezza e finestrini sfondati, e successivamente isolata con transenne.

Origine dei partecipanti e profilo dei fermati

Secondo le forze dell'ordine, i centinaia di ragazzi si sono auto-organizzati provenendo dalle periferie, dall'hinterland e da altre province, muovendosi in piccoli gruppi senza coordinamento centralizzato. Molti partecipanti sono minorenni, prevalentemente di seconda generazione, caratterizzati da un look descritto come "maranza". L'evento ha coinvolto anche altre città italiane: scontri sono stati segnalati a Torino, Bologna e Bergamo, con sassaiole e petardi lanciati contro la polizia.

Dichiarazioni politiche

La premier Giorgia Meloni ha condannato le violenze, sottolineando al contempo il rifiuto di "reticenze che diventano giustificazione". Ha chiamato l'opposizione a non essere ambigua nella condanna degli episodi di guerriglia urbana. Il centro città di Milano ha subito danni significativi, con la conta completa dei danni ancora in corso di valutazione.

Source: Google News IT — Crime (it)

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