Molestie a 13enne a Torino, giudice libera il 42enne: scontro tra magistratura e governo
Il gip di Torino ha scarcerato l'indagato per molestie a una 13enne in un minimarket, disponendo l'obbligo di firma. La decisione scatena un duro confronto tra politica e magistratura.
Torino, scarcerato l'indagato per molestie alla 13enne: scontro aperto tra toga e governo
Secondo ANSA Cronaca, il caso della tredicenne molestata in un minimarket del quartiere Borgo Vittoria a Torino ha riacceso lo scontro istituzionale tra politica e magistratura. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la scarcerazione del 42enne indagato, sostituendo la custodia cautelare con il solo obbligo di firma, motivando la decisione con il fatto che l'uomo è incensurato e ha mostrato resipiscenza — era apparso «dispiaciuto» durante l'udienza di convalida.
La procura si è già mossa per contestare il provvedimento e sta preparando il ricorso al tribunale del riesame, sostenendo che le esigenze cautelari non possano essere garantite con il semplice obbligo di firma e che l'indagato dovrebbe restare in carcere ancora per un periodo.
Il governo annuncia ispettori, la magistratura risponde
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, con l'avallo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha annunciato l'invio di una task force ministeriale per «acquisire ogni valutazione utile» sul caso. L'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha risposto con nettezza: il presidente Giuseppe Tango ha definito l'iniziativa «non ortodossa», precisando che valutare il merito dei singoli procedimenti non rientra tra i compiti degli ispettori del Ministero. La stessa posizione è stata espressa dall'ANM piemontese.
Anche l'Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) ha preso le distanze dall'invio degli ispettori: «La decisione del gip di Torino può essere criticata nel merito, ma non può essere deformata dalla consueta semplificazione mediatica e strumentalizzata a fini politici. L'invio degli ispettori appare del tutto privo di giustificazione e rischia di tradursi in una indebita pressione sull'autonomia del potere giudiziario». Roberto Capra, presidente della Camera Penale Subalpina, ha scelto la satira, pubblicando un racconto in simil-romanesco con un immaginario dialogo tra due ispettori.
Le voci del governo
Dal versante dell'esecutivo è arrivata la replica della ministra per la Famiglia Eugenia Roccella: «Quando di mezzo ci sono dei minori, un sistema fondato sulle garanzie è chiamato a tutelare anche e soprattutto la parte più debole, cioè la vittima. L'invio degli ispettori è una risposta a una evidente esigenza di verifica». Il vicepremier Matteo Salvini ha definito «surreale» la scelta del giudice e ha ribadito la proposta della castrazione chimica, già «in vigore in diversi paesi civili occidentali».
L'ordinanza e il merito del provvedimento
L'avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell'Osservatorio Liberale della Fondazione Luigi Einaudi ed ex presidente dell'UCPI, ha precisato che «l'ordinanza cautelare del gip di Torino, se si ha la pazienza di leggerla, si basa su coordinate e su logiche previste dalle norme». Tango ha ammesso che il provvedimento «ovviamente si può criticare», ma ha sottolineato che le critiche dell'esecutivo sono andate oltre i limiti consentiti, parlando di «attacchi scomposti».
Emerge inoltre che, pochi minuti prima di aver molestato la tredicenne, lo stesso uomo avrebbe palpeggiato un'altra cliente, una donna di quarant'anni. La polizia è sulle tracce della seconda vittima per accertare se intenda sporgere denuncia.
Il minimarket chiuso, una scritta sul muro
Il negozio, situato nel quartiere Borgo Vittoria, risultava chiuso nella giornata di oggi. Non vi è un provvedimento formale della questura, ma da giorni la polizia sta effettuando controlli amministrativi sulla gestione dell'attività. Fratelli d'Italia ha espresso apprezzamento per le serrande abbassate. Su un muro nelle vicinanze è comparsa la scritta «pedofilo infame».
Source: ANSA Cronaca