Omicidio Torre Rinalda: fermato 33enne per morte Antimo Mazzotta
I carabinieri di Lecce hanno fermato Emmanuel Greco, 33 anni, per l'omicidio di Antimo Mazzotta, 78enne trovato in un pozzo artesiano. Il delitto sarebbe legato a una controversia economica per lavori di manutenzione.

Svolta nell'inchiesta per omicidio a Torre Rinalda
Secondo lecceprima.it, i carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce hanno sottoposto a fermo Emmanuel Greco, un 33enne di Surbo, con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. La vittima è Antimo Mazzotta, 78 anni, originario di Squinzano, trovato senza vita in un pozzo artesiano nella sua tenuta a Torre Rinalda.
L'indagine, condotta dal tenente colonnello Cristiano Marella, si è conclusa dopo un serrato lavoro di incrocio di tabulati telefonici, testimonianze e sopralluoghi. Greco, disoccupato che si guadagna da vivere con lavori saltuari di idraulica, è stato individuato anche grazie ai racconti di un vicino che ha riferito di aver sentito Mazzotta discutere animatamente con un uomo verso l'ora di pranzo di domenica scorsa, giorno in cui il delitto si presume sia avvenuto.
Il movente è di natura strettamente economica: alla base dell'omicidio c'è stata una controversia legata a interventi di manutenzione presso il pozzo artesiano, precisamente lavori contestati dalla vittima. Questo elemento ha consentito agli investigatori di spazzare via le ipotesi iniziali legate a rapine o questioni personali.
Secondo gli accertamenti, Mazzotta è stato ucciso con una pistola scacciacani calibro 9 modificata, esplodendo un colpo al volto. L'arma, già individuata dai militari in un rudere nella zona di Surbo, conteneva quattro cartucce dello stesso calibro, mentre altre ventitré cartucce calibro 9 corto sono state recuperate nello stesso contesto.
Dopo aver colpito a morte la vittima all'esterno dell'immobile in contrada Barone, l'assassino avrebbe trascinato il corpo lungo il terreno usando un carrello per poi gettarlo a quattro metri di profondità nel pozzo, richiudendone la botola. Successivamente avrebbe tentato di eliminare le tracce lavando con acqua le superfici macchiate di sangue, sebbene una vistosa scia ematica sia rimasta visibile sul terreno. L'indagato si sarebbe inoltre disfatto del dispositivo DVR dell'impianto di videosorveglianza, risultato asportato dal luogo.
Nel corso della perquisizione presso l'abitazione di Greco, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato gli indumenti che, secondo gli accertamenti, sarebbero stati indossati dall'uomo il giorno del delitto. Gli investigatori ritengono di avere un quadro indiziario solido e particolarmente grave, consolidato già nelle ore immediatamente successive al rinvenimento del cadavere.
Assistito dagli avvocati Federico Martella e Francesco Martinese, l'indagato è comparso davanti al pubblico ministero Luigi Mastroniani per l'interrogatorio. Greco ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato.
Nelle prossime ore Greco sarà sottoposto all'udienza di convalida del fermo, un passaggio decisivo che cristallizzerà formalmente le accuse della Procura e gli elementi raccolti nel corso dell'inchiesta.
Source: Google News IT — Crime (it)