Operaio 23enne rapito e liberato a Bologna: tre arresti, riscatto da 26mila euro
La Squadra Mobile di Bologna ha liberato un giovane tenuto in ostaggio e arrestato tre presunti sequestratori. Il rapimento legato a un debito di 16.000 euro, forse connesso al traffico di droga.
Sequestro a Bologna: operaio liberato, tre fermati dopo trattativa con i rapitori
Google News IT — Crime (it) riporta che la Polizia di Stato di Bologna ha liberato un operaio di 23 anni tenuto in ostaggio e ha arrestato tre presunti sequestratori, al termine di un'operazione della Squadra Mobile coordinata dalla Procura della Repubblica e dal Tribunale dei Minorenni.
La notte del rapimento
Nella tarda serata del 1° settembre, la fidanzata e un amico del ventitreenne, residente in provincia di Bologna, contattavano la polizia non riuscendo a mettersi in contatto con lui. Le comunicazioni con il giovane erano state interrotte e poi riprese solo attraverso applicazioni di difficile intercettazione, su esplicita richiesta dei rapitori.
Nel corso dei contatti notturni, il ragazzo riferiva a un amico di essere stato caricato con la forza su un veicolo, legato ai polsi con fascette e percosso, per poi essere condotto in un casolare "in mezzo ai boschi". I sequestratori chiedevano 26.000 euro in contanti per la sua liberazione.
La trattativa e il blitz a San Lazzaro
Le prime indagini si concentravano nell'area di San Lazzaro di Savena. Dopo una elaborata trattativa, i rapitori esigevano che venisse abbandonato in aperta campagna uno zaino contenente la somma del riscatto. Sul posto, tuttavia, gli uomini della Squadra Mobile avevano predisposto un imponente dispositivo di sorveglianza.
L'intervento permetteva di rintracciare immediatamente la vittima, che in quel momento veniva trasportata in auto da uno dei presunti sequestratori: quest'ultimo veniva bloccato e arrestato sul posto. Le attività successive, protrattesi ininterrottamente per tutta la giornata, consentivano di rintracciare e arrestare i due presunti complici.
Chi sono gli arrestati
Gli arrestati sono tutti giovanissimi: un ragazzo del 2003 di origine moldava, un altro del 2006 di nazionalità italiana e un minorenne. La vittima, colpita anche con un machete — fortunatamente usato non dal lato della lama — riportava lesioni giudicate guaribili in 31 giorni.
Debiti di droga alla radice del sequestro
Secondo le indagini, il 23enne avrebbe accumulato in poco tempo un debito di circa 16.000 euro nei confronti di uno dei suoi sequestratori, un coetaneo di origine moldava. La polizia non esclude che tale somma sia riconducibile a partite di stupefacente non pagate. La banda avrebbe deciso il rapimento proprio per recuperare il denaro.
Sono in corso approfondimenti coordinati dalla Procura della Repubblica — inclusa la DDA — e dal Tribunale dei Minorenni, per chiarire il contesto in cui è maturato il fatto, ragionevolmente riconducibile ad ambienti legati al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti.
I dettagli investigativi dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa presso la Questura di Bologna, a cui hanno preso parte Guglielmo Battisti, dirigente della Squadra Mobile, e Michele D'Alonzo, responsabile della sezione criminalità organizzata.
Source: Google News IT — Crime (it)