Sei agenti di Milano accusati di arresti illegali e falsi verbali

La procura di Milano chiede il carcere per sei poliziotti locali che avrebbero inscenato fermi illegittimi e alterato i verbali. Indagati complessivamente quindici agenti per arresti illegali, falso ideologico e peculato.

Sei agenti di Milano accusati di arresti illegali e falsi verbali

Inchiesta su fermi falsificati e arresti costruiti

Secondo ilpost.it, la procura di Milano ha richiesto la custodia cautelare in carcere per sei agenti della Polizia Locale accusati di aver inscenato arresti illegali e falsificato i verbali per giustificarli. Sono indagati insieme ad altri nove colleghi per arresti illegali, falso ideologico e peculato. L'inchiesta è iniziata l'estate scorsa su segnalazione di un avvocato che assiste uno degli uomini coinvolti negli abusi.

Secondo l'accusa, gli arresti illegali servivano a far avanzare la carriera della commissaria Ilenja Sabato, accusata di coordinare le operazioni. Nei verbali inviati ai magistrati per convalidare i fermi, i reati contestati venivano aumentati, aggravati e in alcuni casi inventati per mostrarsi più efficienti.

Le operazioni sarebbero state svolte con il contributo di uno spacciatore informatore che desiderava fare arrestare i concorrenti. In alcuni casi gli agenti avrebbero ricevuto regali in cambio di favori o si sarebbero appropriati di beni legati ai casi. Dopo una perquisizione, uno di loro si sarebbe impadronito di una bici elettrica dal valore di mille euro.

Il primo fermo e il sequestro dimezzato

L'arresto che ha fatto scattare l'inchiesta risale al 16 luglio. Secondo l'accusa, dopo la segnalazione dell'informatore, gli agenti avrebbero chiesto a una loro collaboratrice di contattare uno spacciatore per comprare sostanze illegali. Quando i due si sono incontrati, gli agenti lo hanno fermato. Nel verbale gli agenti riportavano il sequestro di mezzo chilo di hashish, ma nel documento non compariva la somma di 1.450 euro in contanti che il fermato ha dichiarato di aver avuto con sé.

L'arresto di un minore e la commissaria travestita

Il 17 gennaio, gli agenti redassero un verbale in cui descrivevano di aver visto un minorenne prendere un pacchetto nascosto in un albero e tentare di venderlo. Quando intervennero, il ragazzo lasciò il pacchetto e tentò di scappare. La vendita era però una messinscena: la donna con cui il minore stava contattando era la commissaria Ilenja Sabato, dettaglio omesso dal verbale. Gli agenti scrivevano anche che il ragazzo aveva tentato di colpirli con calci, fatto da lui negato, ma l'aggressione falsa serviva a giustificare la ferita al labbro che il minorenne aveva riportato durante il fermo.

Arresti in altre città e competenze territoriali

Il 29 aprile e il 5 maggio risalgono altri episodi oggetto di accusa. Nel primo caso, gli agenti avrebbero fermato un uomo per uno scambio di sostanze illegali mai avvenuto a Settimo Milanese, costruendo una versione dei fatti falsa anche per giustificare un intervento fuori dalla loro competenza territoriale. Nel secondo caso avrebbero attribuito a un uomo il possesso di droga trovata in un altro appartamento.

Negli atti emerge una conversazione tra un agente indagato e una collega che aveva criticato il fermo del minorenne. «Non funziona così per portarsi a casa l'arresto. Quel ragazzo aveva 16 anni. Mi dispiace, ma penso che questo sia stato un arresto forzato», aveva detto la collega.

Cinque dei sei agenti erano stati sottoposti a custodia cautelare in carcere ad agosto, ma il Tribunale del Riesame aveva successivamente concesso loro gli arresti domiciliari. La procura ha chiesto di nuovo il carcere temendo che gli indagati possano alterare le prove.

Source: Google News IT — Crime (it)

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