Torino, caccia all'aggressore sessuale: branco assalta minimarket sbagliato
Dopo l'arresto e la scarcerazione di un uomo accusato di violenza su una tredicenne, gruppi di giovani prendono d'assalto negozi di estranei. La polizia rafforza i controlli nel quartiere.
Torino, linciaggio sfiorato nel quartiere nord: la polizia intensifica i pattugliamenti
Secondo quanto riporta Google News IT — Crime (it), nella periferia nord di Torino si è scatenata una caccia all'uomo dopo l'arresto — e la successiva scarcerazione — di un commerciante accusato di violenza sessuale su una ragazza di 13 anni.
Jalal Uddin, titolare di un minimarket adiacente al negozio dove sarebbero avvenuti i fatti, ha affrontato una mattina di tensione. Mentre serviva i clienti, un ragazzino su TikTok, fingendosi giornalista, mostrava le immagini del suo locale, indicandolo erroneamente come il luogo dell'abuso. «Non sono io quell'uomo. Ho solo la sfortuna di avere un minimarket a fianco di quello di cui parlano tutti», ha detto Uddin.
Tre sere prima, mentre stava chiudendo la bottega, una dozzina di giovani ha fatto irruzione nel suo negozio gridando: «Tu, sei quello finito sui giornali». Erano italiani, venuti da chissà dove, alla ricerca dell'indagato — fermato sabato per violenza sessuale e rilasciato lunedì dal giudice per le indagini preliminari. Quell'uomo è ora irreperibile.
Esasperato dalle false informazioni che circolano sui social e temendo nuove ritorsioni, Uddin ha scritto a mano su un foglio bianco con un pennarello rosso: «Non sono io l'uomo indagato per le violenze». Ha appeso il cartello al centro della vetrina.
Paura tra i residenti, appelli contro la giustizia fai da te
La tensione si è diffusa tra i negozianti e i residenti dello stesso tratto di strada. Giovanni Scolaro, edicolante della zona, ha dichiarato: «Non vogliamo che si scateni una caccia all'uomo; quello che è successo non deve essere strumentalizzato da certi partiti a caccia di voti».
Nadia Conticelli, consigliera regionale del Partito Democratico che abita nelle vicinanze, ha sollevato una questione diversa: «Perché quando si tratta di violenza di genere il tema viene sempre focalizzato su altro? Qui ci sono due violenze sessuali. Ma il focus si sposta sui minimarket».
Claudio Cerrato, capogruppo Pd del consiglio comunale torinese, ha rivolto un appello alle autorità: «Chiediamo a prefetto e questore di intervenire. Si evitino degenerazioni violente e forme di giustizia fai da te, serve evitare che una vicenda gravissima finisca per alimentare una spirale di rabbia».
La questura aumenta le pattuglie, indagini sul branco
Per contenere il rischio di ulteriori episodi, la questura ha potenziato i controlli nell'area, con più volanti in circolazione soprattutto nel tratto dove si trovano i negozi gestiti da uomini bengalesi, pakistani, nigeriani e indiani — tutti potenziali bersagli della violenza di questi giorni.
Gli agenti hanno sentito Jalal Uddin come persona offesa per l'irruzione subita e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza nel tentativo di identificare i componenti del gruppo. La polizia è pronta a indagare anche su chi ha scritto "pedofilo infame" sulla saracinesca del minimarket dove sarebbero avvenuti i reati. Per procedere, però, è necessaria la denuncia del proprietario, attualmente all'estero. Il locale resta chiuso da giorni, con i cavalletti delle troupe televisive piantati davanti da cinque giorni.
Odio anche online: insulti al gip e all'avvocata dell'indagato
La violenza non si è limitata alla strada. I social sono invasi da insulti e minacce nei confronti del giudice per le indagini preliminari che ha disposto la scarcerazione dell'indagato. L'avvocata difensore Francesca D'Urzo ha subito lo stesso trattamento — insulti online e telefonate anonime da parte di sconosciuti — per il solo fatto di esercitare la propria professione.
Le indagini: udienza al Riesame il 14 settembre
Sul fronte giudiziario, gli inquirenti lavorano per identificare una seconda vittima: una donna che compare nel video della violenza sulla tredicenne circa 40 minuti prima dei fatti e che avrebbe subito a sua volta un abuso sessuale. Anche in assenza di denuncia formale da parte sua, i pubblici ministeri Dionigi Tibone e Eleonora Sciorella possono procedere d'ufficio, inglobando il caso nell'inchiesta coordinata dal procuratore Giovanni Bombardieri.
Accogliendo il ricorso della procura, che ha chiesto la custodia cautelare in carcere per l'indagato, il tribunale del Riesame ha fissato l'udienza al 14 settembre. I pm ritengono i fatti e le responsabilità penali già evidenti, prospettando una chiusura rapida delle indagini.
Source: Google News IT — Crime (it)