Violenza sessuale su 13enne a Torino: gip scarcera il commerciante dopo due notti
Un commerciante bengalese di 42 anni, accusato di aver violentato una tredicenne in un minimarket di Madonna di Campagna, è stato scarcerato dal gip di Torino dopo due notti. La decisione scatena una polemica politica nazionale con interventi di Nordio, Meloni e del CSM.
Torino, gip libera l'accusato di violenza su una 13enne: polemiche da governo e CSM
Un commerciante di 42 anni, accusato di aver abusato sessualmente di una ragazzina di 13 anni all'interno di un minimarket nel quartiere Madonna di Campagna, estrema periferia nord di Torino, è tornato libero dopo sole due notti nel carcere Lorusso e Cutugno. Lo riporta Il Fatto Quotidiano - Cronaca, citando a sua volta La Stampa per i dettagli dell'ordinanza.
Il giudice per le indagini preliminari ha motivato la scarcerazione indicando che l'indagato è "incensurato", "collaborativo" e "dispiaciuto", e che il "trauma dell'arresto" potrebbe già costituire un deterrente sufficiente. L'uomo, cittadino bengalese, è ora sottoposto all'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria.
I fatti del sabato pomeriggio
I fatti risalgono al sabato precedente, poco dopo le 13. La madre della ragazza era al lavoro; la tredicenne era uscita di casa con tre euro per comprare una merenda per i fratelli, scegliendo il minimarket come negozio più economico della zona. All'interno si trovavano soltanto lei e il commerciante.
Stando a quanto riferito dalla vittima agli investigatori, l'uomo le aveva offerto una bibita e le aveva chiesto se fosse fidanzata e quanti anni avesse. Dopo aver appreso che ne aveva 13, avrebbe commentato: "Sei molto giovane". Subito dopo è avvenuta la violenza. Uscita dal negozio, la ragazza ha percorso pochi metri prima di crollare sul marciapiede. "Non riuscivo più a muovermi. Mi sentivo disgustata. Mi è venuta la nausea", ha raccontato. Ha chiamato la madre, poi un amico che è andato a prenderla. La polizia l'ha accompagnata in ospedale, dove è stato attivato il protocollo Bambi per le vittime minorenni di violenza sessuale.
Le telecamere e la richiesta del pm
Un elemento ritenuto centrale nell'inchiesta riguarda le immagini delle telecamere interne al negozio: i filmati mostrerebbero un episodio analogo avvenuto appena 40 minuti prima, con una vittima adulta che gli investigatori non hanno ancora identificato. Il commerciante ha consegnato agli agenti le registrazioni — circostanza che il gip ha valorizzato nell'ordinanza come segno di collaborazione.
Il pubblico ministero Paolo Cappelli aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, sottolineando il "concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie". Il rischio, secondo la procura, era legato sia alla gravità dell'accusa sia alla dinamica dei fatti: nell'arco di meno di un'ora, secondo la ricostruzione investigativa, l'uomo avrebbe abusato di due persone. All'udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso una dichiarazione spontanea: "Ho sbagliato, è la prima volta che mi succede. Sono molto dispiaciuto".
La polemica politica
La decisione del gip ha innescato immediate reazioni trasversali. Esponenti di Pd, Italia Viva e Futuro Nazionale hanno definito inaccettabile il provvedimento e hanno chiesto l'intervento del ministero della Giustizia. Il ministro Carlo Nordio ha annunciato l'invio di ispettori a Torino per effettuare verifiche sulla vicenda.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un messaggio sui social: "Parliamo, giustamente, molto di sicurezza. Si chiede, giustamente, conto al Governo di quello che non va. Però qui la domanda va fatta fino in fondo. Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le forze dell'ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo."
Meloni ha aggiunto: "Chi lo spiega a quella famiglia? Chi lo spiega a quel quartiere, che stanotte sa che quell'uomo è di nuovo lì? Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mia totale solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia."
Il CSM valuta un'apertura di pratica
Anche due consigliere laiche del Consiglio Superiore della Magistratura, Claudia Eccher e Isabella Bertolini, hanno annunciato un'iniziativa formale. In una dichiarazione congiunta hanno affermato: "Pur riaffermando il pieno rispetto per l'autonomia e l'indipendenza della Magistratura, non si può ignorare il profondo disorientamento provocato da decisioni di questo tipo. In presenza di elementi di prova precisi, confermati da riscontri oggettivi come le immagini della videosorveglianza, la valutazione della pericolosità del soggetto e il pericolo di reiterazione devono rimanere i criteri guida per garantire le tutele previste dalla legge."
Le due consigliere hanno precisato di stare esaminando "la possibilità di aprire una pratica relativa ai riflessi della vicenda sulla valutazione di professionalità del magistrato coinvolto", con richiesta al Procuratore Generale di vagliare eventuali profili disciplinari.
Source: Il Fatto Quotidiano - Cronaca