Droga e furti: il piano del comandante carabinieri per contrastare il crimine a Cremona

Il nuovo comandante provinciale dei carabinieri punta su prevenzione e collaborazione istituzionale per affrontare traffico di stupefacenti, truffe e furti nei comuni cremonesi.

Droga e furti: il piano del comandante carabinieri per contrastare il crimine a Cremona

Il nuovo piano di sicurezza nel territorio cremasco

Secondo laprovinciacr.it, il colonnello Luca Vasaturo, neo-comandante provinciale dei carabinieri, ha tracciato un quadro delle emergenze criminali che richiedono interventi incisivi. Furti e truffe, traffico di stupefacenti, disagio giovanile e infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico rappresentano le principali sfide del territorio. «È una realtà in cui è necessario mantenere la guardia alta», ha dichiarato Vasaturo circa un mese dopo il suo arrivo a Cremona. Il dato generale dei reati è in calo, ma alcune forme di criminalità continuano a destare preoccupazione e impongono un lavoro che affianchi all'attività investigativa la prevenzione e la collaborazione tra istituzioni.

Le truffe: strategie sofisticate contro cittadini di tutte le età

Le truffe rappresentano una delle emergenze sulle quali l'Arma si sta concentrando maggiormente. Il fenomeno colpisce persone di tutte le età, ma gli anziani risultano spesso più vulnerabili. I truffatori fanno leva sulla sorpresa, sulla paura e sugli affetti familiari, utilizzando modalità sempre più sofisticate. Accanto ai raggiri tradizionali, vengono utilizzati strumenti tecnologici che permettono di far comparire sul telefono della vittima un numero apparentemente autentico. Le possibilità offerte dall'intelligenza artificiale e le telefonate di falsi avvocati, carabinieri o finanzieri, che prospettano incidenti o problemi giudiziari riguardanti un familiare, rappresentano una minaccia crescente.

«Sono strateghi, c'è una strategia psicologica ben studiata», osserva il comandante. La vittima viene incalzata e il telefono può restare occupato dopo la prima chiamata. L'indicazione fondamentale è interrompere la pressione e contattare il numero unico di emergenza 112, impossibile da clonare, evitando di affidarsi ai recapiti forniti da chi sta chiedendo denaro o preziosi. In caso di sospetto, è importante non consegnare oggetti e non effettuare pagamenti prima di aver verificato la situazione attraverso canali sicuri.

Accanto all'attività repressiva, l'Arma sta rafforzando la prevenzione. Con le bollette o nei mercati vengono distribuite locandine con consigli pratici elaborati dal Comando generale. Si aggiunge inoltre un nuovo progetto che punta a raggiungere i cittadini nei luoghi di aggregazione religiosa. Dopo i contatti con i vescovi delle due diocesi, il comandante ha promosso il coinvolgimento di parroci e comandanti di stazione. L'obiettivo è organizzare incontri nelle parrocchie e negli oratori, anche al termine delle messe, per spiegare ai fedeli come riconoscere i raggiri e come comportarsi.

Furti in abitazioni e aziende: organizzazione da fuori provincia

Fra i reati che suscitano più allarme ci sono i furti in casa e nelle aziende. La provincia di Cremona è un territorio economicamente interessante anche per gruppi che arrivano da altre zone della Lombardia e da fuori regione. «Sono predoni organizzati che scelgono il territorio, colpiscono e si dileguano», spiega Vasaturo. Tra gli strumenti su cui puntare c'è la tecnologia. I sistemi di lettura delle targhe sono già diffusi nell'area cremasca, mentre il loro sviluppo è previsto anche nel Cremonese e, auspica il comandante, nel Casalasco. L'obiettivo è duplice: individuare preventivamente gli spostamenti sospetti e ricostruire, dopo un reato, i percorsi dei veicoli per orientare le indagini. «È sicuramente un forte deterrente», sottolinea.

Il comandante attribuisce una parte dei risultati nel contrasto alla criminalità al coordinamento realizzato in Prefettura e alla collaborazione tra le forze dell'ordine. La presenza dei carabinieri non si limita ai tre principali centri urbani di Cremona, Crema e Casalmaggiore: la rete territoriale conta 27 stazioni, chiamate a seguire anche piccoli comuni. In queste realtà la caserma rappresenta lo Stato e un punto di riferimento essenziale. Per questo è importante garantire una presenza concreta sul territorio, anche attraverso pattugliamenti a piedi, e valorizzare il rapporto diretto tra militari e comunità. «La fiducia non può essere virtuale: deve essere reale», afferma.

Stupefacenti: il rischio tra i giovanissimi

Un'altra questione rilevante riguarda il consumo e il traffico di stupefacenti. Il monitoraggio del territorio e le attività investigative indicano una presenza significativa di sostanze, sia leggere sia pesanti come la cocaina. A preoccupare è soprattutto l'età di chi si avvicina alla droga. «C'è un approccio alla sostanza stupefacente già in età molto bassa, anche a 13 o 14 anni», riferisce Vasaturo. Un dato che rende necessario affiancare alle indagini un intervento preventivo rivolto agli adolescenti. «Se c'è un'offerta è perché c'è una domanda», osserva il colonnello. È già stato avviato un confronto con l'Ufficio scolastico provinciale, con l'obiettivo di organizzare una campagna formativa negli istituti, in particolare nelle classi più esposte al rischio.

Bande di minorenni: contenimento attraverso la collaborazione

Il comandante ha affrontato anche il tema delle bande di minorenni che nei mesi scorsi avevano suscitato allarme a Cremona con aggressioni e rapine. Secondo Vasaturo, il fenomeno è stato arginato grazie al coordinamento promosso dalla Prefettura e alla collaborazione tra istituzioni. La gestione congiunta ha consentito di monitorare i ragazzi coinvolti, identificarli e deferirli all'autorità giudiziaria, mantenendo uno stretto rapporto con la magistratura minorile di Brescia. La risposta, però, non può fermarsi alla repressione. Occorre comprendere che cosa si nasconde dietro i comportamenti devianti: difficoltà familiari, sociali, personali o psicologiche. È su questo terreno che la prevenzione può intervenire prima che le situazioni degenerino.

L'Arma intende rafforzare il rapporto con le scuole e accogliere i ragazzi nelle caserme, insieme agli insegnanti. L'obiettivo è far conoscere le attività dei carabinieri e ridurre la distanza tra i giovani e le istituzioni.

Source: Google News IT — Crime (it)

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