Duplice omicidio a Mirandola, fermato il figlio: madre e patrigno decapitati in casa
Daniele Tavoni, 54 anni, è accusato dell'omicidio di Vincenza Giannini, 74 anni, e del compagno Pietro Ferdinando Casari, 82 anni. I corpi sono stati trovati legati e decapitati in abitazione a Mirandola.

Il fermo per il duplice omicidio
Secondo corrieredibologna.corriere.it, Daniele Tavoni, 54 anni, è stato fermato con l'accusa di aver ucciso la madre Vincenza Giannini, 74 anni, e il compagno di lei Pietro Ferdinando Casari, 82 anni. La tragedia si è consumata giovedì nella loro abitazione di via Imperiale 10, nella zona industriale di Mirandola. Alle 19.30 circa una vicina ha allertato i soccorsi; gli agenti del Commissariato di Mirandola hanno trovato i corpi senza vita con evidenti segni di violenza, la casa a soqquadro.
I due coniugi giacevano a terra, legati e decapitati. Nell'abitazione adiacente, dove viveva Tavoni, sono stati trovati i coltelli ancora insanguinati. Quando gli inquirenti sono arrivati sul posto, l'uomo era in cortile fumava una sigaretta; per tutta la durata dei rilievi è rimasto seduto in stato catatonico. L'uomo è stato interrogato a lungo ma non ha risposto ad alcuna domanda. Alle sei della mattina è scattato il fermo ed è stato accompagnato nel carcere di Sant'Anna, dove dovrà rispondere di duplice omicidio aggravato.
La storia di Tavoni
Tavoni viveva da alcuni anni in una piccola casa accanto a quella della madre, nella medesima via Imperiale. Si era trasferito lì da San Felice dopo la separazione con la compagna, dalla quale aveva avuto un figlio oggi trentenne. Da tempo era privo di un'occupazione fissa e svolgeva lavori saltuari. Secondo quanto riportato, era stato seguito dal centro di salute mentale nel 2018, ma aveva successivamente abbandonato il percorso di cura.
Al momento dell'arresto non risultava in trattamento medico. La sindaca di Mirandola, Letizia Budri, ha confermato che «non ci sono mai arrivate segnalazioni che meritavano approfondimenti». Tuttavia, le persone che conoscevano la famiglia descrivono una situazione familiare complessa. Una collega della madre, che aveva lavorato con Vincenza Giannini per 30 anni presso l'azienda biomedicale Haemotronic, ha riferito: «Madre e figlio vivevano in simbiosi». La donna era molto preoccupata per le difficoltà economiche del figlio, un grande peso emotivo per lei.
Il movente ancora ignoto
L'ipotesi investigativa al momento è che una discussione familiare sia sfociata nel brutale duplice delitto. Non si esclude che l'omicidio possa essersi verificato anche il giorno precedente al rinvenimento, poiché Pietro Ferdinando Casari frequentava il centro diurno di Mirandola e giovedì mattina non era uscito di casa. L'indagine è affidata al Pm Marco Niccolini. Nelle prossime ore è previsto l'interrogatorio di garanzia; la procura chiederà al Gip la convalida del fermo. Il movente esatto rimane al momento non ancora chiarito.
Source: Google News IT — Crime (it)