Omicidio Colapietro a Torino: reo confesso racconta giorni di droga prima della rissa fatale

Matheus de Oliveira ha confessato al gip la dinamica del delitto: giorni di consumo di droga nell'appartamento, poi una lite e la morte di Fabio Colapietro.

Omicidio Colapietro a Torino: reo confesso racconta giorni di droga prima della rissa fatale

Interrogatorio del reo confesso: "Chiusi da giorni a fare uso di droghe"

La svolta nell'omicidio di Fabio Colapietro è emersa sabato 26 settembre durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto di Matheus de Oliveira, 26 anni, svoltosi davanti al gip Antonio Borretta. Secondo quanto riporta virgilio.it, il reo confesso — assistito dall'avvocato Wilmer Perga — ha ricostruito i fatti che hanno portato alla morte di Colapietro, il cui cadavere era stato ritrovato sezionato nell'appartamento della professoressa Nicole Formichetti, in via Gulli 46 a Torino.

De Oliveira ha dichiarato che lui, la vittima, la 22enne Keith Butig e la docente 47enne si trovavano nell'appartamento di quest'ultima "da più giorni", tutti intenti a fare "uso di più droghe". Tutto sarebbe iniziato il 20 settembre, circa quattro giorni prima della telefonata al 112 e del ritrovamento del corpo.

La notte del delitto e il movente

Colapietro sarebbe arrivato nell'appartamento chiamato per consegnare della droga destinata al consumo — "Md, php, crack, funghi allucinogeni, cannabis, superalcolici", ha riferito l'avvocato Perga citando il Corriere della Sera. La vittima avrebbe poi scelto di restare e partecipare al festino insieme agli altri presenti.

Nella notte tra il 21 e il 22 settembre la situazione sarebbe degenerata. Colapietro si sarebbe allontanato per procurarsi altra droga da uno spacciatore, poi sarebbe rientrato in via Gulli. In quel momento de Oliveira dormiva: al suo risveglio sarebbe scoppiata una lite. "Mi hanno detto che Fabio aveva provato a rubarmi dei soldi mentre dormivo", ha dichiarato il 26enne al gip, secondo quanto scrive Torino Today. Questo sarebbe il movente della colluttazione.

Ad avere la peggio è stato Colapietro. Quando la vittima ha smesso di dare segni di vita, i presenti avrebbero tentato di rianimarlo "per due ore con il massaggio cardiaco", senza successo.

Il tentativo di occultare il cadavere

Constatato il decesso, i tre avrebbero pianificato l'occultamento del corpo. Usciti dall'appartamento, si sarebbero procurati sacchi, cemento a presa rapida e teli. "Volevamo buttare i resti nel fiume", ha dichiarato de Oliveira al gip.

Keith Butig, italo-filippina di 22 anni, ha invece negato di aver preso parte all'omicidio o allo smembramento. "Mi sono chiusa in un'altra stanza, sono solo uscita a comprare dei sacchetti. Poi me ne sono andata e ho vagato per un giorno e mezzo prima di tornare a casa", ha dichiarato secondo il Corriere della Sera.

Le posizioni degli indagati

Matheus de Oliveira è stato arrestato con le accuse di omicidio e soppressione di cadavere. Keith "Sara" Butig e Nicole Formichetti rispondono invece di concorso in soppressione di cadavere.

La professoressa, assistita dagli avvocati Chiara Romano e Alessandro Bellina, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Secondo i residenti e gli inquirenti, la 47enne — originaria di Rieti — non aveva mai preso servizio nella scuola di Ciriè dove risultava insegnante, a causa di problemi personali. Gli investigatori sono ancora al lavoro per ricostruire tutte le fasi del delitto.

Source: Google News IT — Crime (it)

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