Amministratore condominiale arrestato a Torino, sequestrati 900mila euro

Un amministratore di 46 anni è stato arrestato con arresti domiciliari dopo aver svuotato i conti di 16 condomini. Sequestrata una barca da 190mila euro acquistata con i fondi sottratti.

Amministratore condominiale arrestato a Torino, sequestrati 900mila euro

Arrestato per appropriazione indebita

Un amministratore di condominio di 46 anni è stato arrestato a fine ottobre 2026 dal tribunale del riesame di Torino. Secondo torinotoday.it, l'uomo era accusato di aver svuotato i conti degli stabili che gestiva. I giudici hanno disposto gli arresti domiciliari e il sequestro preventivo di circa 900mila euro nei confronti dell'imputato e dei familiari sottoposti a indagini.

La guardia di finanza ha sequestrato inoltre una barca del valore di 190mila euro ormeggiata nel porto turistico di Albenga. L'accusa sostiene che l'imbarcazione fosse stata acquistata con i fondi sottratti ai condomini. La decisione del tribunale del riesame ha ribaltato la valutazione iniziale del giudice per le indagini preliminari, che aveva riconosciuto gravi indizi di appropriazione indebita ma non di riciclaggio.

Sedici stabili svuotati fra 2022 e 2025

Le indagini della guardia di finanza hanno coinvolto un totale di 16 condomini torinesi. L'inchiesta è partita nel 2025 dopo che i proprietari di uno stabile in via Cossa cambiarono amministratore e scoprirono i conti correnti azzerati e debiti non pagati con Iren e Smat per le bollette. Nella lista dei danni emersi figurano preventivi contraffatti, lavori pagati ma mai iniziati e mancanza di riscaldamento in alcuni edifici.

A Grugliasco, secondo l'accusa, interventi da 40mila euro per il certificato di prevenzione antincendio non sarebbero mai stati eseguiti. Il pubblico ministero Giuseppe Drammis della procura di Torino sostenne che gli indagati avessero "pianificato a tavolino una vera e propria razzia in danno dei condomini".

Il circuito del denaro

Fra il 2022 e il 2025, secondo gli accertamenti, l'amministratore avrebbe trasferito il denaro dei condomini verso due società formalmente intestate alla cognata e all'ex fidanzata, ma riconducibili a lui. Le somme sarebbero poi confluite sul conto dell'imputato. Le fatture per consulenze ritenute inesistenti ammonterebbero a circa tre milioni di euro. I capitali sarebbero stati utilizzati per l'acquisto di auto, motociclette e l'imbarcazione.

Oltre al 46enne, risultano indagati il fratello commercialista, la cognata e l'ex fidanzata. Contro la misura cautelare è in corso un ricorso in Cassazione presentato dall'avvocato Manuel Perga.

Source: Google News IT — Crime (it)

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