Verona, ex infermiere arrestato per la morte della moglie con insulina
Nadir Rossi, 35 anni, è in carcere con accusa di aver ucciso nel 2024 la moglie infermiera con iniezioni letali di insulina. Le indagini rivelano somministrazioni durante il ricovero ospedaliero.

Ex infermiere in custodia cautelare per omicidio
Secondo nurse24.it, il Gip del Tribunale di Verona ha ordinato il carcere per Nadir Rossi, 35 anni, ex infermiere del Pronto soccorso dell'ospedale di Borgo Roma. Rossi è accusato di aver ucciso la moglie Jessica Dalla Chiara, 32 anni, infermiera dell'assistenza domiciliare, tra maggio e giugno 2024 mediante iniezioni di insulina non terapeutiche.
La morte risale al 24 giugno 2024. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile, Rossi avrebbe provocato alla donna una serie di crisi ipoglicemiche critiche. La prima crisi si verificò nella notte del 22 maggio: Jessica ebbe un arresto cardiocircolatorio per grave ipoglicemia e i sanitari del 118 la rianimarono. Durante il ricovero successivo all'ospedale di Borgo Trento, Rossi avrebbe continuato a iniettarle insulina attraverso i cateteri venosi, sfruttando il suo accesso al reparto fuori dall'orario di visita.
Ne seguirono altre tre crisi ipoglicemiche. L'8 giugno le analisi delle urine rivelarono benzodiazepine, ritenute dagli inquirenti funzionali a indurre torpore nella vittima. Jessica Dalla Chiara morì tre giorni dopo il rientro a casa a Bussolengo.
Le accuse formali contro Rossi includono omicidio pluriaggravato, tentato omicidio aggravato, distruzione e soppressione di cadavere mediante cremazione, truffa assicurativa e peculato continuato di farmaci. Rossi resta indagato: la sua responsabilità sarà accertata nel processo.
Due segnalazioni differenti attivarono l'inchiesta. A luglio 2024 l'Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona comunicò che gli episodi di ipoglicemia non avevano cause naturali e derivavano da somministrazioni di insulina non terapeutiche. I genitori della donna, dal canto loro, sollevarono dubbi sulla cremazione disposta dal genero subito dopo il funerale, che rese impossibile l'autopsia.
Gli investigatori contestano inoltre a Rossi ricerche online sui sintomi dell'ipoglicemia grave risalenti ad aprile 2024, la manipolazione di presunte ultime volontà sul telefono della moglie e l'incasso della polizza vita. Nel novembre 2025 i colleghi lo trovarono privo di sensi nello spogliatoio del Pronto soccorso dopo aver assunto fentanyl e morfina sottratti al reparto. La consulenza tossicologica misurò concentrazioni molto inferiori alla soglia letale; gli inquirenti parlano di messinscena.
L'insulina rientra tra i farmaci a elevato livello di attenzione secondo la Raccomandazione n. 7 del Ministero della Salute, che prevede procedure dedicate per conservazione, prescrizione, preparazione e somministrazione. A Verona fu proprio l'Azienda ospedaliera, mediante gli esami di laboratorio, a segnalare per prima che quelle ipoglicemie non avevano una spiegazione clinica.
Per gli oppioidi, il decreto del Ministero della Salute del 15 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, fissa misure uniformi: custodia in cassaforte o armadio blindato, accessi tracciati con nome data e ora, confronto tra giacenza reale e contabile ogni 48 ore, segnalazione di furti entro 12 ore. Vittima e indagato erano entrambi infermieri. Il Codice deontologico delle professioni infermieristiche pone la tutela della persona assistita al centro del mandato professionale.
Source: Google News IT — Crime (it)