Dipendente OpenAI arrestato con microspia, nessun furto di dati
L'FBI ha arrestato un dipendente di nazionalità saudita che aveva nascosto un sofisticato dispositivo di registrazione negli uffici di OpenAI. L'azienda conferma che non ci sono prove di sottrazione di codice, dati o modelli di intelligenza artificiale.

Microspia scoperta negli uffici di OpenAI
L'FBI ha arrestato il 9 ottobre un dipendente di OpenAI che aveva celato un avanzato dispositivo di registrazione all'interno degli uffici dell'azienda. Secondo quanto riportato da tg24.sky.it, l'impiegato, di nazionalità saudita, aveva piazzato il congegno pochi giorni prima della sua scoperta.
Il team di sicurezza di OpenAI ha individuato il dispositivo alla fine di settembre utilizzando i propri modelli di intelligenza artificiale per tracciarne l'origine e identificare il responsabile. L'azienda ha quindi segnalato l'accaduto alle autorità federali, che hanno proceduto con tempestività all'arresto.
OpenAI ha precisato che l'indagine dell'FBI rimane aperta e che l'azienda continuerà a collaborare pienamente. Allo stato attuale, non emergono prove di accesso non autorizzato, sottrazione di pesi dei modelli, codice sorgente o informazioni relative ai clienti da parte dell'individuo. Il rapporto di lavoro con il dipendente è stato immediatamente interrotto.
L'azienda sottolinea l'importanza della protezione della propria tecnologia e dei dati, descrivendo il programma di sicurezza come concepito per contrastare minacce interne, criminali informatici e attori statuali. Questo episodio, conclude OpenAI, dimostra come l'intelligenza artificiale possa contribuire a identificare e affrontare sofisticate minacce alla sicurezza, anche a livello nazionale.
Source: Google News IT — Crime (it)